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lunedì 9 agosto 2010

INVITO A TUTTI PER L'EVOLUZIONE UMANA

Siete tutti invitati ad approfondire nelle vite di ognuno di voi le vie per l'evoluzione in questo momento di grandi incertezze per il futuro dell'umanità. Vie necessarie per torvare risposte nuove a questo vicolo chiuso in cui la società e gli individui si trovano.

il 14 di agosto si inizieranno i lavori di livellamento per accedere poi a quelli disciplinari dei canali di Energetica, Morfologica, Mentale e Materiale.

per più informazioni http://www.parcoattigliano.eu/

giovedì 8 ottobre 2009

SIMBOLICAMENTE "OCCUPATO" L'ASSESSORATO ALLA CASA

a tutti gli organi di informazione Firenze 8-10-2009
Questa mattina, un centinaio di donne e uomini del Movimento di Lotta per la Casa hanno "SIMBOLICAMENTE OCCUPATO" gli uffici dell'Assessorato alla casa in Via Pietrapiana. Per il movimento di Lotta per la Casa è il terzo giorno di mobilitazione teso a ricostruire le "vere" responsabilità sull'emergenza abitativa a Firenze. Mobilitazione nata dallo sgombero dello stabile in Via Caldieri 3 e dalla violenta irruzione dei militi della "benemerita" all'"EX MEYER" occupato.
Le ragioni della protesta sono CHIARE: L'assossre alla casa ha OPPOSTO un Rifiuto ad incontrare una delegazione del Movimento. Lo stesso, in campagna elettorale si era dato disponibile a incontrare il medesimo movimento...
In questi mesi abbiamo incontrato di volta in volta il sindaco, l'assessore alla sicurezza sociale, la Prefettura, molti consiglieri comunali, gli assessori alla sicurezza sociale e alla casa della Regione Toscana...incontri difficili, anche aspri, ma tutti indirizzati alla risoluzione dei grandi temi legati all'emergenza abitativa.
Vogliamo incontrare l'assessore per discutere delle migliaia di esecuzioni di sfratto poste in essere ogni mattina, del cambiamento dei Bandi e delle regole vessatorie che li disciplinano. Vogliamo incontrare l'assessore alla casa per affrontare la questione delle caserme oggetto delle future speculazioni. Vogliamo incontrare l'assessore per combattere la piaga della speculazione e degli affitti a nero.
Vogliamo, infine, che sia CHIUSO il ciclo di Violenza che subiamo ininterrotamente, e che si costruisca una città dove DIRITTI E DIGNITA' non siano cancellati dalla VIOLENZA DEI PROFITTI.
L'occupazione è durata quasi due ore, e i funzionari presenti si sono ripromessi di ottenere a breve un INCONTRO...altrimenti le nostre "VISITE" saranno quotidiane !!!
SABATO 10 OTTOBRE ORE 12 CONFERENZA STAMPA CONDIVISA PRESSO LO STABILE OCCUPATO "EX MEYER" VIA BUONVICINI 21
IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA



martedì 29 settembre 2009

Come deve essere l'iscrizione scolastica

L'ASGI analizza l’ambito di applicazione del nuovo testo dell'art. 6 comma 2 del TU immigrazione d.lgs. 286/98 per la parte riguardante l’accesso dei minori stranieri all’istruzione a seguito delle innovazioni introdotte dalla Legge 94/2009.
L'ASGI ribadisce che l'iscrizione scolastica dei minori stranieri, e le prestazioni complementari al diritto all'istruzione, devono avvenire a parità di condizioni con i minori italiani dalla scuola dell'infanzia e sino al completamento del diritto/dovere all'istruzione e alla formazione.
Inoltre, nell'ambito di tale percorso del diritto/dovere all'istruzione e alla formazione, non deve essere richiesto ai minori stranieri ed ai loro genitori il permesso di soggiorno, e non deve essere fatta, neppure indirettamente, alcuna segnalazione all'Autorità giudiziaria e/o all'Autorità di P.S. della presenza degli stessi e/o dei loro genitori.

L'analisi dell'ASGI in allegato e sul sito.

A.S.G.I. - Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione

Segreteria Organizzativa - ufficio stampa - Udine - tel/fax +39.0432.507115 - cell. 3470091756 - e-mail, info@asgi.it

Ufficio Formazione - Trieste - via Fabio Severo - 34100 - 040/368463

Sede legale – Torino – via Gerdil 7 – tel/fax +39.0114369158 – e-mail, segreteria@asgi.it

venerdì 28 agosto 2009

Il Consiglio di Stato approva la politica delle impronte digitali ai bambini Rom e delle Stelle di Davide


del Gruppo EveryOne

Roma, 27 agosto 2009. Il Consiglio di Stato, contrapponendosi alla sentenza emessa lo scorso 1 luglio dal TAR del Lazio, ha ammesso l'identificazione dei minori - oltre che degli adulti - che vivono nei campi Rom autorizzati, anche attraverso rilievo delle impronte digitali e fotosegnalazione. Il Tribunale amministrativo del Lazio aveva parzialmente accolto (sentenza n. 06352 / 2009) il ricorso presentato dall'European Roma Rights Center contro il D.P.C.M. del 21.05.2008 e le relative ordinanze in materia di dichiarazione dello stato di emergenza riguardo agli insediamenti di comunità nomadi in diverse regioni italiane, nonché in relazione ai regolamenti adottati dai Prefetti di Roma e Milano per la gestione dei villaggi attrezzati per le comunità nomadi nella Regione Lazio e nel territorio del Comune di Milano. Il Consiglio di Stato è organo di governo, il cui presidente è nominato dal primo ministro e questa sua decisione era scontata, almeno secondo gli attivisti. Essa tuttavia servirà alle Istituzioni intolleranti per attuare l'aspetto più odioso delle già disumane politiche discriminatorie, un aspetto a lungo perseguito, nonostante la stigmatizzazione del Consiglio d'Europa, dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani e di tutte le principali organizzazioni umanitarie. Ricordiamo che il 5 agosto scorso lo steso Consiglio di Stato aveva ritenuta ammissibile l'identificazione dei Rom che vivono nei campi con un "badge" specifico, equivalente alla Stella di David che connotava gli ebrei nei ghetti e nei campi di concentramento nazisti.

Contatto:
Gruppo EveryOne
info@everyonegroup.com
+39 334 8429527 :: +39 331 3585406

martedì 28 luglio 2009

Gran finale del Digiuno di Saverio Tommasi sul gommone

Alle ore 18:00 di domani 29 luglio, quale termine della manifestazione, Saverio Tommasi scenderà dal gommone interrompendo il digiuno, contemporaneamente ad Alessandro Santoro, anche lui a digiuno per l'intera settimana.

Tutti i promotori: Marco Bazzichi, Antonio Berti, don Andrea Bigalli, Lisa Clark, Ornella De Zordo, Tommaso Fattori, Mercedes Frias, Marco Romoli, Alessandro Santoro e Saverio Tommasi daranno vita a un "fine pomeriggio spettacolare".

Tutte le persone intervenute saranno chiamate a disegnare un volto, un'espressione o un arcobaleno, che poi verranno attaccati su una corda di 50 metri con cui abbracceremo - non solo simbolicamente - il David di Michelangelo, o meglio la sua copia, esposta nello stesso piazzale Michelangelo, dove Saverio Tommasi ha vissuto la sua settimana di "viaggio
immobile".

Chiuderanno il pomeriggio la banda musicale di strada "Fiati sprecati" e il gruppo di teatro "Teatranti dei popoli".

SONO INVITATE A PARTECIPARE TUTTE LE FORZE SINGOLE E ASSOCIATIVE CHE ANTEMPONGONO LE PERSONE AL DENARO.

martedì 21 luglio 2009

Sono stati riconosciuti colpevli di Razzismo il sindaco Flavio Tosi e i suoi collaboratori di partito

VERONA: FLAVIO TOSI NON PARLA ALLA COMMEMORAZIONE PER L'ASSALTO AL CARCERE DEGLI SCALZI


Lo sterminio nazista di 500.000 zingari è cominciato così.

Alla commemorazione per l'assalto alle carceri degli Scalzi (ultima guerra), che si tiene tutti gli anni a Verona, è intervenuto il sindaco Flavio Tosi fresco di condanna per razzismo.
Gli antifascisti veronesi presenti con uno striscione con su scritto: "Lo sterminio nazista di 500.000 zingari è cominciato così" non hanno permesso al sindaco di parlare contestando la sua presenza ad una commemorazione partigiana.

La condanna definitiva per propaganda razzista, inflitta al sindaco Flavio Tosi e ad altri cinque leghisti, tra cui un assessore comunale (Enrico Corsi), riguarda una campagna contro gli zingari, scatenata dal Carroccio nel 2001. Il sindaco e i suoi colleghi di partito, passati attraverso tutti i gradi di giudizio (addirittura due volte in appello e due in Cassazione), sono stati irrevocabilmente riconosciuti colpevoli e costretti a pagare i risarcimenti alle parti civili, alcuni componenti della comunità sinta veronese e le spese agli avvocati.

mercoledì 15 luglio 2009

IRAN Manifestazione nazionale 18 luglio p.zza S.marco Firenze


Con le donne e gli uomini in lotta per la libertà in Iran !

Contro il regime reazionario ! Fermiamo la repressione !

Nessuna fiducia nel sistema degli Stati !




Concentramento ore 16.30 in Piazza San Marco






Socialismo Rivoluzionario, Unicobas, Socialismo Libertario, Help to Change (Associazione Umanista) , Partito Umanista (FI), Usi- Ait, Centro delle Culture (FI), Comitato Antirazzista Vite Impegnative (FI), Collettivo Maripose (GE), Perunaltracitta (FI), Ass. IREOS - Centro Servizi Autogestiti Comunità Queer (FI), Comitato Stoprazzismo Prato

Info e adesioni : iranlibero@libero.it

telefono 055-2302015

lunedì 29 giugno 2009

giovedì 11 giugno 2009

Sosteniamo la giornalista di Report

Milena Gabanelli famosa giornalista di inchiesta e conduttrice da diversi anni del programma Report in onda su Rai Tre, da alcuni mesi e' oggetto di accertamenti disciplinari da parte del comitato etico della Rai, sollecitato probabilmente da personaggi che non gradiscono l'attività informativa portata avanti da lei insieme a tutto lo staff di Report.

Qui sotto si può inviare una mail allo staff di report:
http://www.informarmy.com/2009/05/difendiamo-milena-gabanelli.html

e qui sostenere su facebook
http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=86098514241&ref=nf

articoli sul tema
http://www.giornalismoblog.it/blog/2009/06/08/report-tremonti-contro-la-gabanelli-doppio-esposto-a-agcom-e-commissione-di-vigilanza/

lunedì 20 aprile 2009

Presentazione Lista di cittadinanza - per unaltracittà

Invito alla partecipazione
PER UNALTRACITTA' - Lista di cittadinanza

PRESENTAZIONE DELLA LISTA
Ornella De Zordo

perUnaltracittà



Lunedì 27 aprile ore 21

Cinema Adriano, via Romagnosi 46


Sarà presentato il simbolo e saranno presenti i candidati.



Per conoscerci meglio
www.perunaltracitta.org – info@perunaltracittà.org – sede elettorale Borgo Pinti 50r


giovedì 2 aprile 2009

Comunicato Stampa Centro delle Culture di Napoli


CON KANTE, TRAORE E ABOU

SEMPRE PIU’ CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA


Il 5 marzo scorso a Napoli, ospedale Fatebenefratelli, abbiamo avuto l’ennesima conferma - quanto mai però grave e disumana - di quanto sia pericoloso e vergognoso il clima di intolleranza, paura del diverso, violenza razzista, cattiveria che si sta creando ad arte nel Paese ad opera di un branco di scellerati in cravatta verde, di un governo di cui fanno parte che li sostiene, e di un’opposizione che, non agendo, indirettamente li appoggia. Non possiamo neanche dire che sia diretta responsabilità di un provvedimento come il “Pacchetto Sicurezza”, visto che ne è ancora in corso l’approvazione in Parlamento e quindi non è ancora in vigore; e il paradosso è proprio questo, che questa legge razzista e discriminatoria ha già i suoi terribili effetti prima che entri in vigore (caso probabilmente unico nella Storia!). Figuriamoci dopo.

La vicenda è questa: Kante, 25enne donna della Costa d’Avorio, si reca con le doglie all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli, visto che al San Paolo, dove lavorano i medici che l’hanno seguita senza problemi in gravidanza, non c’è posto per farla partorire. È da 2 anni qui in Italia, fuggita dalla Costa d’Avorio dove le milizie governative le hanno ucciso il marito nel corso della guerra civile… evidentemente motivo non sufficiente alle autorità italiane per concederle il diritto d'asilo politico! Le vengono immediatamente chiesti i documenti di cui era in possesso, la fotocopia di un passaporto e una richiesta di soggiorno scaduta, e così dall'ospedale parte un fax verso il commissariato di polizia che richiede "un urgente interessamento per l'identificazione di una signora di Costa d'Avorio". Ossia scatta una denuncia. A seguito di questo, alla donna viene inoltre proibito di allattare il neonato Abou, tenuto distante da lei per 10 giorni.

Oltre ad un tradimento del giuramento di Ippocrate, il tutto è stato una palese e crudele violazione di diritti fondamentali che vanno assolutamente garantiti ad ogni essere umano... e il punto infatti è proprio questo: c'è chi non viene a tutti gli effetti ritenuto un vero e proprio essere umano portatore di bisogni e diritti, solo sulla base del possesso di un documento che sono le istituzioni stesse a non rilasciare e rinnovare. Una cosa che non possiamo permettere. E questa violazione dei diritti umani non è la prima e non sarà l'ultima, se permane questo clima in cui si rendono capri espiatori le persone socialmente più deboli, come i migranti e non solo; in cui non si riconosce nell'altro una persona come noi; in cui siamo spinti a odiarci l'uno contro l'altro e a “lottare tra disgraziati” per non si sa cosa, anziché dialogare, collaborare, aiutarci nelle difficoltà.

Il Centro delle Culture di Napoli, sin dal primo momento impegnato nel denunciare e lottare contro provvedimenti razzisti, violenti e discriminatori come il “Pacchetto Sicurezza”, esprime solidarietà a Kante, al compagno Traore e al piccolo Abou, denuncia con forza questo gravissimo episodio, ribadendo che non sarà un caso isolato se si continueranno ad accettare le politiche discriminatorie e razziste della Lega e del Governo. Chissà quanti sono già ora che di questa legge se ne parla soltanto, i migranti che hanno paura di farsi curare in strutture pubbliche, e che quindi vengono lasciati colpevolmente a soffrire e morire senza che la cosa ci riguardi.

Invitiamo perciò tutti a non restare indifferenti di fronte a questa situazione di tensione e violenza, che passa attraverso aggressioni e omicidi a migranti, stragi nei mari, negazione di diritti fondamentali. E ad unirsi per lottare contro la discriminazione e proporre invece valori diversi, come il dialogo tra le culture, la convivenza, il confronto e la collaborazione pacifici, l'accoglienza, la solidarietà. Tenendo presente (ed è triste che nel 2009 ci sia ancora la necessità di ricordarlo), che siamo tutti esseri umani con stesse necessità e stessi diritti, aldilà del luogo dove siamo nati, del colore della pelle, della condizione sociale e... di un permesso di soggiorno.

Napoli, 1° aprile 2009

Centro delle Culture di Napoli

CENTRO DELLE CULTURE - NAPOLI – Via Santa Chiara, 27 (Centro Storico)

contatti: 338.8105904 – 339.6716328
e-mail: napoli@centrodelleculture.org - www.centrodelleculture.org

Presidio all’Ospedale Fatebenefratelli dopo la denuncia a Kante

da www.meltingpot.org

Napoli - Presidio all’Ospedale Fatebenefratelli dopo la denuncia a Kante

Giovedì 2 aprile ore 16.30

No alle discriminazioni! No al Pacchetto Sicurezza!

Kante è una rifugiata politica della Costa D’Avorio. Kante è una donna che ha scelto di partorire all’Ospedale Fatebenefratelli di Napoli, in un paese, l’Italia, in cui emergono forme di discriminazione sempre più gravi e preoccupanti. Kante è stata denunciata alla polizia con un fax dal Fatebenefratelli e il figlio neonato le è stato sottratto per quasi dieci giorni!!
In attesa "di una verifica sulla sua identità ;"...
Il permesso di soggiorno di Kante infatti è scaduto, mentre è in atto il suo ricorso per ottenere l’asilo politico. Ma non è questo il punto in questione: la denuncia di Kante nasce dalla vergognosa ansia di applicare le norme contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza", come quella che annulla il divieto di segnalazione per i migranti irregolari che vanno a curarsi o, come nel suo caso, a partorire. Un provvedimento che fà a pezzi le regole base del giuramento di Ippocrate e della convivenza civile. Un’iniziativa illegale, quella del Fatebenefratelli, perchè il pacchetto sicurezza non è ancora legge dello Stato e quindi vige sempre il divieto di segnalazione. Ma anche un’iniziativa che dimostra la barbarie che ci aspetta se venisse approvato. In questo caso non solo per gli immigrati irregolari ci sarà il rischio di segnalazione ed espulsione per il solo fatto di ricorrere a cure mediche, ma sarà impossibile anche la registrazione anagrafica del bambino, con un’incredibile condanna preventiva alla clandestinità amministrativa per le nuove generazioni!
Non è un caso che questa prima applicazione illegittima del pacchetto sicurezza avvenga proprio sul corpo di una donna, le più esposte e ricattabili anche all’interno della già difficile condizione dei migranti e dei rifugiati in Italia.
Dobbiamo mobilitarci subito, per pretendere provvedimenti immediati contro i responsabili di quest’assurda iniziativa e per chiedere con forza che il "pacchetto sicurezza" non sia approvato. Diritti e dignità per tutte e tutti!

Giovedì 2 aprile ore 16.30 - Presidio sotto l’Ospedale Fatebenefratelli
(via Manzoni 220, a 500 mt dalla fermata della ,funicolare di Mergellina)

Partecipano al Presidio (adesioni in aggiornamento..):
Rete Antirazzista Napoletana - Medicina Democratica - Giuristi Democratici - Comitato Immigrati di Napoli - Rdb - Cgil - Onda Studentesca Napoletana - Associazione Libera - ASGI (ass. studi giuridici immigrazione) - Cantieri Sociali - Coop. Dedalus - Associazione Priscilla - Collettivo Tiresia - Collettivo femminista Sora Rossa - Collettivo femminista Pachamama - Laboratorio Occupato Insurgencia - Collettivo femminista Degeneri - UDI - Movimento Precari Banchi Nuovi - Collettivo NoBorder_Napoli - Confederazione Cobas - Less - Assopace Napoli - ASSNI - Red Link - Associazione senegalese - Ciss

Ricordiamo che il 18 Aprile 2009 si sta costruendo una Manifestazione a Carattere Nazionale a Castelvolturno: "Stanchi del razzismo! Per un patto sociale di solidarietà: Diritti, dignità e permesso di soggiorno per tutti e tutte"

mercoledì 25 marzo 2009

Nessuno scudo stellare in Repubblica Ceca!


Un messaggio da Jan Tamas, Ceco, membro del Movimento Umanista e leader del coordinamento Ne Zakladnàm (No alle basi) che si contrappone all'installazione delle basi radar USA sul territorio della Repubblica Ceca.





"Cari amici,
con grande felicità vi comunico che in Repubblica ceca è caduto il governo. Il parlamento ha votato la sfiducia. Per noi è una grande vittoria: sapevamo chiaramente che l'unica forma per fermare l'installazione della base militare radar degli USA era che il governo cadesse. Abbiamo lavorato per oltre 2 anni in questa direzione con permanenza e coerenza. Soprattutto è caduto un governo che rappresentava gli interessi delle industrie militari americane.
Il nostro lavoro è stato fondamentale per dare stimoli e fiducia ai deputati che già erano contro il radar ed insinuare dubbi in quelli che invece erano a favore. E proprio il cambiamento di opinione da parte di alcuni deputati ha reso possibile la caduta del governo. D'altra parte,
pressionato dallo sciopero della fame, il partito socialdemocratico ha dovuto prendere una posizione chiara a nostro favore, cosa che rende piu' difficile in futuro per loro cambiare opinione sulla questione del radar. Decisiva è stata anche la collaborazione con il partito
comunista, che ha sempre appoggiato le nostre iniziative.
Grazie a tutti voi per l'appoggio ricevuto in tante attività, appoggio che è stato determinante. Grazie alle numerose organizzazioni pacifiste, grazie agli europarlamentari che hanno creduto nella nostra lotta, grazie ai sindaci di diversi paesi, grazie al Movimento umanista che ha
permesso che la nostra protesta si estendesse a molti paesi europei fino a raggiungere altri continenti.
Si dovrebbe dare grande spazio a questa notizia. Gli USA devono riaggiustare i loro piani grazie alla protesta di un popolo che non vuole truppe militari di una potenza straniera sul proprio territorio.
E da tutti i territori del mondo si dovrebbero ritirare gli eserciti invasori!
E' necessario ora che in altri paesi si sviluppi una forte opposizione alle "guerre stellari" e a favore del disarmo nucleare!
Ora, in Repubblica ceca, si apre un nuovo capitolo nella nostra lotta".
Un forte abbraccio
Jan Tamas

lunedì 23 marzo 2009

ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI IMMIGRATI E DELLE IMMIGRATE

“Per riuscire a cambiare realmente le nostre vite in Italia , Europa occorre una presa di parola, forte e decisa... da parte nostra”

Il 15 febbraio scorso un gruppo di cittadini/e immigrati/e si è incontrato a Firenze, un appuntamento pubblico, perché eravamo e siamo convinti che solo a partire da un confronto e da una discussione seria sulla necessità di opporci, con determinazione, all’onda razzista, xenofoba e discriminatoria che il governo ha sapientemente alimentato con i suoi annunci, provvedimenti e decreti, potremo dare un senso alla protesta che giustamente viene da più parti in questo particolare momento.

Non abbiamo dubbi che questa linea politica sia la continuazione di quanto posto in essere dai passati governi di centro sinistra e destra, che insieme hanno creduto che andare incontro alle richieste di quella parte della cittadinanza italiana, che si ritiene “doc” e guarda con disprezzo chi è diverso, fosse elettoralisticamente producente.

Questa politica del governo è fatta, anche, per disorientare il resto della popolazione italiana convincendola attraverso un bombardamento mediatico dell’esistenza di un terribile nemico facilmente individuabili tra i cittadini/e immigrati/e e cittadini rom. Abbiamo deciso a Firenze di rivederci a Roma per proseguire il nostro cammino, che parte da lontano: dall’esperienza nell’associazionismo, nei sindacati e anche nel percorso che alcuni di noi ha fatto nel CII (Comitato Immigrati in Italia).

Ci siamo dati il compito di proseguire nel coinvolgimento di quella parte della cittadinanza che non ritiene umanamente accettabile il comportamento e le scelte del governo in materia di immigrazione, oltre al maggior numero possibile di immigrati/e.

Noi che, come i milioni di immigrati nel mondo, negli USA e nella fortezza Europa, abbiamo fatto nostro lo slogan: “qui siamo e qui rimaniamo”, siamo convinti che solo una presa di coscienza chiara e decisa potrà ridarci la forza per difendere la nostra dignità ed il ruolo che svolgiamo in questo paese, e crediamo sia giunta l’ora di chiamare gli immigrati/e e gli italiani/e antirazzisti/e a costruire resistenza, ad attrezzarci per difendere i nostri diritti, che sono i diritti di uomini e donne che non si arrendono alla marcia vergognosa di un governo che segrega, fa sparire, e condanna all’incertezza migliaia di persone, un governo che insiste nell'imporre il loro concetto di “italianità”.

La nostra proposta è questa: incontriamoci, parliamo, discutiamo del nostro futuro, insieme poniamo le basi per costruire la più ampia unità possibile di tutte e tutti gli immigrati/e, senza dimenticare che solo costruendo organizzazione e soggettività riusciremo a contrastare l’invisibilità, la clandestinità e saremo finalmente protagonisti della nostra vita, del nostro futuro, capaci di incidere in ambito sociale, economico e politico e di costruire alleanze e convivenza fraterna con i cittadini italiani.

Riteniamo questo appuntamento, un passaggio decisivo, per decidere in forma assembleare e partecipata, quale organizzazione o soggetto, quali strumenti e quali metodologie usare per attuare le iniziative necessarie per ottenere, come cittadini immigrati, rispetto dei nostri diritti e garanzia di sicurezza e giustizia sociale per noi e per l’intera società, della quale siamo una parte importante.

E ́ GIUNTA L’ORA DI AFFERMARE IL PROTAGONISMO SOCIALE E POLITICO DEGLI IMMIGRATI E DELLE IMMIGRATE

ASSEMBLEA NAZIONALE
ROMA 5 aprile 2009
Dalle ore 10.00 alle ore 15.00
indirizzo: Via Galileo 57
(Vicinissimo Piazza Vittorio / stazione Termini)
Promuovono: Unione Cittadini Immigrati Roma, Movimento Migrantes Y Familiares MFAM – Ass. Todo cambia Milano – Comitato Immigrati Napoli – Ass. Dhuumcatu ­ Lega Albanesi Illiria – Ass. Filippini Roma – Comitato Immigrati Roma – Ass. Sunugal Milano ­ Ass Insieme per la Pace ­ Ass Mosaico Interculturale – Federazione Senegalesi della Toscana – SdL intercategoriale ­ Ass. FOCSI (Roma); Ass. Bangladesh (Roma); Uai (Como); Centro delle culture (Milano); Ass. Punto di partenza; Movimento lotta per la casa (Firenze); Ass. El Mastaba (Firenze); Ass. Arcobaleno (Riccione); Sunugal (Milano); FAT; Studio 3R di mediazione; Centro delle culture (Firenze); Andres Barreto (Roma); Vojslao Stojanovrc (resp. Immigrazione PRC­Torino); Mohamed Badaoui – ass. interculturale Todo Cambia (Milano)...
Andrés Barreto tel. 3402392099 Roma

domenica 1 marzo 2009




Cub - Confederazione Cobas - SdL intercategoriale

Comunicato stampa

L'attacco al diritto di sciopero

è un attacco alla democrazia

Con le nuove norme previste dal Governo sul diritto di sciopero si sta andando rapidamente verso un nuovo e pericolosissimo capitolo del più vasto tema della limitazione delle libertà sindacali e costituzionali, della democrazia nel mondo del lavoro e nella società.

Dietro un linguaggio formalmente tecnicistico, presentato come un intervento per il solo settore trasporti, il governo predispone la legislazione per gestire la fase attuale e futura di grave crisi economica e le conseguenti risposte dei lavoratori al tentativo di farne pagare a loro il costo. Ciò è confermato dal fatto che il governo ha annunciato norme che dovrebbero impedire di bloccare strade, aeroporti e ferrovie, forme di lotta utilizzate da tutti i lavoratori in casi particolarmente drammatici.

L'attacco al contratto nazionale, le nuove norme che si intendono introdurre sulla rappresentatività sindacale, la nuova concertazione tra governo, confindustria e sindacati confederali che si è trasformata in una vera e propria alleanza neocorporativa, sono elementi finalizzati ad impedire le rivendicazioni e la difesa dei diritti dei lavoratori. Ciò avviene proprio quando più grave è la crisi economica, più pesanti le conseguenze per i lavoratori e maggiore la necessità di risposte determinate.

Lo scopo del governo è quello di imporre per legge la pace sociale, vietando e criminalizzando il diritto di sciopero. Di ridurre al silenzio i lavoratori mentre si celebrano i misfatti nel settore dei trasporti - Fs , Tirrenia, Alitalia - con migliaia di esuberi, di messa in mobilità, di licenziamenti e il relativo aggravio sulla qualità del servizio e dei costi

UN COLPO DI MANO CHE VA SVENTATO SUL NASCERE , INSIEME A TUTTI I TENTATIVI PROTESI A METTERE AL BANDO LA COSTITUZIONE E I DIRITTI FONDAMENTALI.

Illegittima e autoritaria l'ipotesi di consegnare lo sciopero, che è un diritto individuale sancito dalla Costituzione, alla disponibilità gestionale di sindacati che rappresentino il 50% dei lavoratori; assurdo perché in molte aziende la sindacalizzazione non arriva neanche al 50%. Nonché il referendum preventivo che tende a dilazionare e snaturare l'azione di sciopero, già oggi estremamente contrastata dalle limitazioni della Commissione di Garanzia e dai ripetuti divieti del governo. Altrettanto improponibile è l'adesione preventiva allo sciopero, un non senso giuridico che prevederebbe l'impossibilità del singolo di poter mutare il proprio atteggiamento rispetto ad un'azione sindacale indetta. Inaccettabile infine la forma di lotta virtuale che di fatto elimina il diritto di sciopero ed assegna alle parti la capacità/volontà di individuare la “penale” per l'azienda in caso di “sciopero lavorato”, mentre ai lavoratori si ritira l'intera giornata di lavoro: quindi la perdita secca della giornata per il lavoratore ed una impercettibile riduzione dei profitti per l'azienda.

Contro questo ennesimo tentativo di eliminare il diritto di sciopero rispondiamo con la mobilitazione immediata contro governo e padroni, cisl, uil e ugl e finalizzando a questo obbiettivo gli scioperi già programmati a partire da quello per il trasporto aereo del 4 marzo.

Il sindacalismo di base ha indetto una manifestazione nazionale a Roma il 28 marzo e uno sciopero generale per il 23 aprile anche per difendere il diritto di sciopero e la democrazia sindacale

Cub – Confederazione Cobas – SdL intercategoriale

26 febbraio 2009

DISTRUTTA LA COMUNITA’ ROM DI PESARO

COMUNICATO STAMPA
27 febbraio 2009

DISTRUTTA LA COMUNITA’ ROM DI PESARO

LE AUTORITA’ AVEVANO L’ORDINE DI SGOMBERARE E DI SMEMBRARE LE FAMIGLIE

FOTO: http://www.everyonegroup.com/downloads/pesaro25.zip




Gruppo EveryOne: “Abbiamo vissuto momenti tragici. Una donna è caduta a terra. Madri e padri di famiglia in lacrime volevano darsi fuoco se avessero tolto loro i bambini. Proibita la mediazione umanitaria ai nostri attivisti e nessuna assistenza ai malati”. Inatteso il raid della forza pubblica, perché Sindaco e autorità si erano impegnati formalmente ad attuare un programma di integrazione casa-lavoro
Nella mattina del 25 febbraio, a Pesaro, circa 20 tra agenti della Polizia di Stato e della Polizia Locale sono intervenuti intorno alle 7.00 in via Fermo 49, all’altezza della fabbrica dismessa dove da quasi un anno si erano rifugiati 30 Rom romeni – tra cui pazienti cardiopatici e oncologici dell’ospedale San Salvatore, molte donne e 9 minori, compreso un bimbo di pochi mesi – con l’obiettivo di sgomberare lo stabile e sottrarre tutti i minori ai genitori. “Siamo accorsi sul posto e abbiamo assistito a scene strazianti” riferiscono gli attivisti del Gruppo EveryOne. “Madri e padri erano in lacrime e i bambini terrorizzati. Gli agenti avevano annunciato che i bambini sarebbero stati affidati ai Servizi Sociali e quindi sistemati in una comunità. Solo le mamme, però, avrebbero potuto restare con loro, mentre i padri sarebbero stati messi in mezzo alla strada”. Nico Grancea, uno dei più noti attivisti Rom in campo internazionale, faceva parte della comunità “nomade” che viveva a Pesaro. “I poliziotti ci hanno detto che il proprietario della fabbrica aveva denunciato l’occupazione dello stabile, ma sapevano che il Sindaco e tutte le Istituzioni pesaresi erano al corrente della nostra presenza nell’edificio, dove ci siamo rifugiati per sfuggire povertà e intolleranza in Romania. Molte delle persone sgomberate si trovavano sotto la tutela del Parlamento europeo, perché avevano denunciato di aver subito gravi aggressioni, pestaggi e intimidazioni in Italia, sia da parte della Forza Pubblica che di razzisti”. Le autorità, però, non hanno ascoltato alcuna ragione, nonostante Roberto Malini e Dario Picciau di EveryOne spiegassero loro la delicata condizione di testimoni per l’Unione europea della comunità Rom che veniva invece smembrata e sgomberata. “Il nostro Gruppo aveva ottenuto un impegno formale da parte del Comune di Pesaro” proseguono gli attivisti, “che garantiva un programma casa-lavoro. Il programma avrebbe dovuto iniziare all’inizio di settembre 2008, ma è stato sempre rimandato. Il Messaggero e altri quotidiani locali riportano le dichiarazioni del Sindaco e di alcuni Assessori, riguardo all’impegno assunto dal Comune”. Il Gruppo EveryOne aveva già segnalato nomi, cognomi e caratteristiche della comunità Rom sia ai Servizi Sociali che alle Autorità. Il locale Ospedale San Salvatore, quando è stato informato della presenza di bambini, donne incinte e malati gravi, ha intrapreso un programma di assistenza che ha assicurato cure mediche alle famiglie. Disattesi i tempi in cui era previsto il progetto di inclusione e stremata dalla povertà e dall’inverno, la comunità si trovava ora di fronte al dramma umanitario contro cui si battono la Commissione europea, il CERD delle Nazioni Unite e le organizzazioni internazionali per i diritti dei Rom: la sottrazione di minori da parte delle autorità. “Le famiglie Rom fanno dell’unione la loro stessa ragione di vita,” spiegano gli esperti EveryOne, “e in molti casi lo smembramento provoca tentativi di suicidio da parte dei genitori. Negli anni dell’Olocausto, i nazisti conoscevano questo aspetto della cultura Rom e infatti ad Auschwitz, a differenza delle famiglie ebree, quelle ‘zingare’ venivano tenute unite nello ‘Zigeunerlager’. Quando padre, madre e figli vengono separati, si creano situazioni di dolore e panico incontrollabili. Durante l’operazione di polizia, una giovane donna è stramazzata a terra, altre si lamentavano disperate, mentre una mamma nascondeva un coltello da cucina in una piega della gonna e sussurrava che si sarebbe sgozzata se l’avessero divisa dal marito. Nonostante il cordone di poliziotti, siamo riusciti a comunicare con la comunità Rom, evitando il peggio”. Non veniva garantita libertà di movimento e comunicazione con gli altri attivisti neanche a Nico Grancea, il giovane attivista protagonista di tante azioni a tutela dei diritti dei Rom perseguitati, testimone e consulente per il Parlamento europeo e organizzazioni internazionali per i diritti umani. “Mia moglie aveva in braccio il nostro bimbo di quattro mesi,” racconta Nico, “mentre le altre madri erano terrorizzate da ciò che si stava prospettando. Gli agenti non ci ascoltavano, non vedevano famiglie davanti a loro, ma una pratica da sbrigare. Non conoscono lo spirito di sacrificio dei Rom. Non sanno che tanti di noi erano vicini a compiere atti di autolesionismo irreparabili. Alcuni meditavano di darsi fuoco se avessero diviso le famiglie. Non ci avrebbero separati, avremmo protestato sacrificando le nostre vite. I miei amici di EveryOne hanno capito perfettamente la gravità della situazione e ci hanno aiutato con la loro esperienza di fronte a situazioni estreme, mentre gli agenti non volevano riconoscere il loro ruolo di mediatori incaricati dal Parlamento europeo”. Per fortuna le madri Rom si organizzavano e riuscivano coraggiosamente a sottrarsi alle forze dell’ordine, fuggendo con i loro piccoli. “Studio l’Olocausto e le dinamiche delle persecuzioni da trent’anni,” dice Roberto Malini, “ho pubblicato libri e tenuto conferenze sull’argomento. E’ innegabile che vi sono precise attinenze fra gli anni delle leggi razziali e il presente. La fuga delle madri Rom di Pesaro mi ricorda la famosa operazione del Gruppo Westerweel, in Olanda, condotta da Mirjam Pinkhof – mia cara amica, sopravvissuta alla Shoah – e altri attivisti, che misero in salvo numerosi bambini ebrei”. Alcuni membri della Commissione Ue e del Parlamento europeo seguivano con ansia le vicende di Pesaro, in contatto con EveryOne. “Mentre si svolgevano i fatti, abbiamo tenuto un canale di comunicazione aperto anche con alcuni deputati e senatori italiani, oltre che con la Procura della Repubblica di Pesaro e Urbino” prosegue Matteo Pegoraro. “Il timore di tutti era che l’operazione di polizia degenerasse in tragedia. Malini, Picciau e Grancea, però, hanno esperienza da vendere e non è certo la prima volta che EveryOne si trova in situazioni tanto difficili. Ora che però l’azione è compiuta, sono necessarie prese di posizione anche da parte del mondo politico, e alcuni deputati radicali mi hanno confermato la volontà di presentare un’interrogazione parlamentare sull’intera vicenda”.
“Non capisco perché le Istituzioni e le Autorità non ci abbiano contattati, prima di attuare un’azione del genere” si chiede Dario Picciau. “Mentre si svolgevano i fatti, ero in contatto telefonico con la parlamentare europea Viktoria Mohacsi, mentre le principali ONG europee si prodigavano per organizzare una task-force a sostegno della comunità Rom. Non possiamo criticare gli agenti, che hanno obbedito agli ordini e non hanno considerato, poiché non vi erano tenuti, la vulnerabilità delle famiglie nonché le loro condizioni di salute fortemente precarie e la paura di ognuno, dettata da tanti episodi di intolleranza. Non riusciamo a capire, però, che bisogno c’era di inviare 20 agenti armati con volanti e un furgone anziché risolvere la contingenza intorno a un tavolo, con politici, autorità e attivisti. Viktoria Mohacsi, altri europarlamentari e alcuni dei principali esperti europei di cultura e vita del popolo Rom erano pronti a partecipare personalmente all’eventuale tavola rotonda”.
Domenica 22 febbraio Canale 5 aveva inviato alla fabbrica di via Fermo a Pesaro una troupe, condotta dal giornalista Mimmo Lombezzi, per un servizio sulla condizione dei Rom in Italia da mandare in onda nella puntata di martedì 24 febbraio: Grancea e diversi Rom hanno raccontato alle telecamere il grado di persecuzione che sono costretti a subire quotidianamente, l’atteggiamento delle forze dell’ordine nei loro confronti, la segregazione in cui sono tenuti, l’azione delle ronde di pulizia etnica, che commettono gravi abusi sui Rom profittando del clima di intolleranza. Un uomo aveva mostrato alle telecamere di Canale 5 i lividi ancora evidenti sul corpo per un pestaggio subito ad Ancona il 15 febbraio, il giorno dopo l’offensiva di violenza xenofoba scoppiata in Italia in seguito allo stupro al parco romano della Caffarella.
Un dossier sui fatti di Pesaro è stato consegnato al Parlamento europeo, alla Commissione e al Consiglio Ue, alla Corte Internazionale dell’Aja, al CERD (Comitato anti-discriminazione delle Nazioni Unite) e all’Ufficio Legale Europeo per i Diritti dei Rom, in relazione ai gravissimi danni che hanno cagionato alla comunità Rom i mancati interventi di assistenza e la mancata realizzazione del programma di integrazione garantito dal Comune di Pesaro.
Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
Mobile: +39 334 8429527 - +39 331 3585406


giovedì 26 febbraio 2009

PETIZIONE POPOLARE NON ABBIAMO BISOGNO DEL NUCLEARE


http://petizione.perilbenecomune.org/

PETIZIONE POPOLARE NON ABBIAMO BISOGNO DEL NUCLEARE
Al Presidente della Repubblica,
Al Presidente del Senato,
Al Presidente della Camera Deputati,
Al Presidente del Consiglio,
Ai Parlamentari tutti

Noi cittadini e cittadine italiane, visto il Piano Triennale per lo
Sviluppo, approvato dal Consiglio dei Ministri, che lancia il ritorno
all'energia nucleare, facciamo presente che:

a. Il popolo italiano ha votato a larghissima maggioranza, con i 3 referendum del 1987, l'uscita definitiva dell'Italia dall'avventura nucleare, come hanno deciso anche Austria e Polonia (che non hanno avviato
le loro centrali gi¨¤ costruite), Danimarca, Grecia, Norvegia e Irlanda (che hanno rinunciato alla loro costruzione), Germania, Belgio, Olanda, Spagna e Svezia (che hanno deciso di non costruire più centrali nucleari nel loro
territorio, puntando sulle energie rinnovabili).

b. Il nucleare non ci libera dalla dipendenza dall'estero: l'uranio è una fonte esauribile; per far funzionare le centrali dovremmo importarlo e il suo prezzo sta salendo ancora più rapidamente del petrolio: dal 2001 al 2007
si è moltiplicato per dieci.

c. Non esiste il nucleare sicuro e pulito: i reattori di quarta generazione sono previsti tra 25-35 anni (dopo il 2030, attorno al 2040); intanto il governo vuole costruire centrali di terza generazione che non hanno risolto né il problema della sicurezza ( non c'é solo Cernobyl, ma decine di incidenti gravissimi come quelli che hanno provocato 7 morti nelle
centrali giapponesi tra il 1995 e il 2005) né di come smaltire le scorie che restano radioattive per centinaia e migliaia di anni.

d. La strada maestra sono le energie rinnovabili: Germania, Spagna, Austria, Grecia, Danimarca e tanti altri stati, europei e non, si stanno liberando dalla schiavitù del petrolio investendo grandi risorse sull'energia solare termica, fotovoltaica e a concentrazione, sull'energia eolica e sul risparmio e razionalizzazione degli attuali consumi. In Italia basterebbe coprire di pannelli fotovoltaici solo lo 0,1% (un millesimo) del territorio nazionale (utilizzando un decimo di tetti, pensiline, barriere autostradali ecc.) per soddisfare il 20% del fabbisogno nazionale di energia elettrica.

e. Il nucleare è fuori mercato, vive grazie a sovvenzioni statali e militari: Le stime Usa per i nuovi impianti danno il costo del kWh nucleare a 6.3 cent, addirittura il 20% in più dei 5,5 cent del gas o 5,6 del carbone (anche questi, peraltro, dannosi per la salute e l'ambiente). Per questo negli Usa, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush, nessun privato ci investe dal 1976. L'unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia, perché quello stato carica sul proprio bilancio (dei contribuenti) smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale (che costa quasi come la costruzione). Gli altri 8 stati che, nel mondo, investono nel nucleare, lo fanno, quasi tutti, per produrre anche materia prima per le bombe: Cina, India, Russia, Pakistan, Giappone, Argentina, Romania e l'Iran, attualmente nel mirino degli Usa, perché non è suo alleato.

Perciò chiediamo ai massimi rappresentanti di Stato e Parlamento di non tradire la volontà popolare e non imboccare, con i nostri soldi, questo costosissimo vicolo cieco.

domenica 22 febbraio 2009

Rom aiutano a prendere gli stupratori

STUPRO ROMA/PARLANO I ROM DI LIVORNO: “ORGOGLIOSI DI AVER AIUTATO LE
FORZE DELL’'ORDINE.

PER NOI LO STUPRO E'’ CRIMINE ORRENDO”

"“Il popolo Rom considera lo stupro come un crimine terribile, grave quanto l'omicidio. La dignità della donna è alla base della nostracomunità e quello che è successo a quella ragazzina ci ha indignati,perché abbiamo pensato che sarebbe potuto accadere a una nostra figlia o a una nostra sorella"”. A parlare al Gruppo EveryOne è Victor Lacatus, Rom romeno stanziato a Livorno e portavoce della comunità "nomade" locale, padre della piccola Lenuca Carolea, uno dei bambini
morti tragicamente nel rogo di Livorno dell’'agosto 2007. “"Noi Rom che viviamo a Livorno,"” prosegue Victor, che con sua moglie Elena e i due bambini sopravvive tra mille stenti in una baracca, "“siamo orgogliosi di aver aiutato le forze dell'ordine a catturare uno di quei due criminali”". Victor si riferisce all’'arresto dei due romeni accusati dello stupro ai danni di una ragazzina di 14 anni avvenuto a Roma, nel parco della Caffarella, lo scorso 14 febbraio.

"“Come affermiamo da tempo in ogni sede italiana e internazionale,"” dichiarano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "“gli aggressori, ancora una volta, non sono Rom. I Rom stanziati nel territorio italiano, specie nei pochi insediamenti cosiddetti ‘abusivi’ rimasti, sono espressione di un popolo estremamente pacifico, e vivono in condizioni di igiene e povertà tragiche: senza acqua corrente, vestiti di stracci e soprattutto in totale povertà, visto che la questua –- perseguita ormai come un reato dai regolamenti di polizia urbana di diverse città - non consente loro di procurarsi il pane sufficiente a sopravvivere"”. EveryOne fa però notare che “come per Romulus Mailat, romeno-tedesco di etnia bunjas e i presunti stupratori di Guidonia, romeni e non Rom, politici e autorità conducono spesso una campagna fortemente denigratoria verso i Rom che non ha alcun fondamento e che sta generando ogni genere di vessazioni, discriminazioni e aggressioni in tutto il territorio italiano di forte stampo xenofobo e razzista”.

"A Roma," prosegue EveryOne, "nella stessa sera successiva allo stupro almeno otto Rom, fra cui una giovane mamma e la sua bambina, sono stati pestati da ronde neonazista: due ragazzi si trovano ancora all'ospedale in gravi condizioni. A Milano, Sassari e Pisa si sono verificati veri e propri linciaggi".

"E' un sollievo anche per noi Rom,"” aggiunge Nicusor Grancea, attivista Rom romeno, “"sapere che quei due criminali non sono più in circolazione: lo stupro è un delitto gravissimo e spesso anche le nostre ragazze e le nostre donne, che vivono senza una casa, ne sono colpite. Siamo tutti vicini alla giovane vittima,"” aggiunge Grancea, “"ma siamo molto amareggiati dall'ondata di razzismo e violenza che ha colpito i Rom a Roma e in tutta l'Italia dopo la notizia dello stupro.

Sarebbe ora” conclude l’'attivista “che i politici e i media smettessero di accusarci di tutto ciò che di male avviene in Italia,
perché siamo un popolo pacifico, che odia la violenza e non ha mai partecipato a una guerra"”.

Il Gruppo EveryOne fa sapere infine di stare vagliando un’azione giudiziaria a livello internazionale e in collaborazione con altri organismi europei per contrastare i numerosi episodi di incitazione all'odio razziale e di propaganda razzista che avvengono, ormai impunemente, in Italia e che spesso vedono quali istigatori alcuni politici, giornalisti e autorità.

"Secondo l'ultimo rapporto Istat," proseguono i leader EveryOne, "solo il 10% degli stupri, in Italia, è opera di stranieri, ma i politici e le autorità puntano il dito in direzione di questi ultimi, seminando odio etnico e razziale. In particolare, dopo ogni stupro, vi sono amministrazioni locali che approfittano del clima di razzismo per sgomberare e perseguitare famiglie Rom, che non c'entrano niente con tali crimini, ma sono il capro espiatorio più facile da colpire. Lo stesso giorno in cui è
avvenuto lo stupro di Roma, altre nove donne denunciavano violenze sessuali commesse da italiani: crimini 'invisibili', ignorati dai media perché sembra ormai che la notizia di uno stupro debba servire quale strumento dell'intolleranza".

Il Gruppo EveryOne ha recentemente incontrato a Budapest una task force antirazzista che lavora a contatto con la Commissione europea per combattere l'antiziganismo e mettere a punto nuovi strumenti a tutela del popolo Rom. "Nell'Unione europea vi è grande preoccupazione per l'affermarsi di ideologie razziste e il rafforzarsi di movimenti
xenofobi e neonazisti in Italia," conclude EveryOne, "ma politici e autorità proseguono irresponsabilmente le loro politiche intolleranti, che pongono il Paese nella riprovazione generale e ritardano i processi europei di inclusione delle minoranze. Non a caso qualche giorno fa il Parlamento di Navarra ha emanato un documento ufficiale, ratificato dal governo di Spagna, che condanna la persecuzione condotta dalle Istituzioni italiane contro l'etnia Rom".

Per informazioni:
Gruppo EveryOne
info@everyonegroup.com :: www.everyonegroup.com
(+39)331–3585406 - (+39) 334–8429527 - (+39) 334–3449180

martedì 17 febbraio 2009

Spot Video Marcia Mondiale



Cari/e amici/e, stiamo cercando di dare la massima visibilità su Youtube allo spot di lancio della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che si svolgerà DAL 2 OTTOBRE 2009 (Wellington N. Zelanda) AL 2 GENNAIO 2010 (Punta de Vacas - Ande Argentina).


Da Lunedi 16 febbraio a Domenica 22 febbraio sarà importante cliccarlo tantissimo oggi e nei prossimi 6 giorni per scalare la classifica di Youtube.

Lo puoi vedere qui:

Questo video ha ovviamente tutti i diritti/copyright in regola per essere diffuso in ogni modo.

Per cui, se vuoi aiutare la diffusione, ecco che cosa puoi fare:


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Per tutti
Guarda il video qualche volta (lasciandolo andare in play dall'inizio alla fine) e da pc differenti se possibile. Manda un'email a tutti gli amici, collaboratori, conoscenti, associazioni, invitandoli a vedere il video.

Grazie
Saverio

Prima di tutto vennero a prendere gli immigrati e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere i senzatetto ed io non dissi niente perchè avevo una casa.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Il bombardamento dell'informazione, il frastuono dei vari tipi d'inquinamento, la confusione, l'isolamento, ci spingono sempre più verso una "anestesia difensiva" che ci impedisce di comunicare con noi stessi e con gli altri, ci fa sopportare situazioni orribili e ci impedisce di trovare risposte che aprano il futuro nostro e di chi ci circonda. Il prossimo sono io! nasce con la foto petizione, ma altre attività si agiteranno a futuro, tutte volte a stimolare la necessità di identificazione nella situazione che si vive l'altro. L'obiettivo dell'identificazione è comprendere e poter prendere una posizione coerente di fronte alle situazioni personali e sociali che oggi ci troviamo a dover affrontare, come individui e come popoli.


Il Prossimo sono io dà stimolo a tutte le Nuove Azioni che aprono il futuro dell'umanità intera:
è possibile stare bene tutti!
è possibile trovarsi d'accordo anche se siamo in tanti e molto diversi!
la diversità è ricchezza! ecc....