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giovedì 15 gennaio 2009

Articolo sui soldati israeliani a Gaza - giornale argentino

SI MOLTIPLICANO IN ISRAELE LE VOCI CRITICHE CONTRO LA GUERRA

di Shlomo Slutzky



Un gruppo di soldati israeliani entra a Gaza. Altri si rifiutato di partecipare alla offensiva.


Il governo israelita ha molte ragioni per decidere di non passare ad una terza tappa nell'offensiva militare in Gaza e preferire un “cessaTe il fuoco” verso il movimento islamico Hamas, con le garanzie dell'Egitto e Internazionali. Oltre all'inopportunità del conflitto quando manca tanto poco all'assunzione di Barak Obama in EE.UU. , o della depressione che si potrebbe avere nell'esercito, infatti una delle maggiori motivazioni per cercare di uscire da Gaza è la rottura del consenso interno ad Israele per quanto riguarda la legittimità della guerra.

L'ampio sostegno che ha avuto l'offensiva in un primo momento viene meno man mano che risulta chiara la sproporzione delle morti dei civili palestinesi rispetto quelle dei combattenti: circa il 60% dei civili rispetto al 40% dei miliziani di Hamas .

Così i reporter televisivi che all' inizio patriotticamente hanno sostenuto l'operazione militare, accettando come vere e accurate le relazioni del portavoce militare, protestano ormai sempre più di fronte alle fotocamere dello stesso portavoce che vuole mascherare la guerra da vicino.

Lunedi, il popolare giornalista Raviv Drucker si è auto criticato per il fatto che ha accettato come vero nei primi giorni della guerra la versione del bombardamento di un camion che trasportavano missili Kassam, quando il giorno dopo, l'esercito ha ammesso che il camion trasportava gas per cucinare.

In retromarcia, hanno sollecitato i giornali non c'è più solo l' ultra sinistra o la parte della popolazione araba di Israele, ma vi sono figure centrali della sinistra patriota, ex militari e diplomatici. Zvía Valdés, figlia del presidente Shimon Peres ha convocato i laureati vincitori dei Premi di Israele, i generali in pensione e prestigiosi medici per salvare i bambini del bombardamento di Gaza e aprire i valichi di frontiera perché i feriti siano curati negli ospedali di Israele.

Un altro fatto sorprendente è che tra i soldati che si sono prenotati, per attuare l'eventuale terza fase del programma di offensiva rastrellando casa per casa a Gaza, si rifiutano di partecipare. Uno è stato processato e condannato a 14 giorni di prigione per oltraggio.

"Se era necessario usare la violenza, doveva essere ridotta al minimo", ha detto uno dei prenotati che si rifiutano di andare a Gaza che le autorità militari hanno preferito liberare dal servizio senza giudicarlo. "Che cosa stiamo facendo a Gaza è un crimine ingiustificabile di innocenti. Questo massacro non porta i risultati che ci aspettiamo. Seminare odio ci tornerà indietro come un boomerang", ha detto.

I piloti da caccia che combattono come riserva domenica hanno protestato di fronte la base della forza aerea a Tel Aviv. Uno di loro, Ionatan Clarín Shapira ha detto che "i bombardamenti a Gaza non sono solo un crimine di guerra contro i palestinesi, ma un reato contro la sicurezza di Israele. Aumentano solamente l'odio verso gli israeliani e la motivazione del terrorismo".

Nessun governo in Israele può vincere una guerra senza il sostegno interno. Se Hamas emergerà vittoriosa, è perché conosce le debolezze dei suoi avversari israeliani.



martedì 13 gennaio 2009

Iniziative Bergamasche per la Marcia Mondiale Pace e Nonviolenza


cliccare sull'articolo per leggerlo meglio...

Tassa sui Permessi di Soggiorno - caso di razzismo

Che cos'è? L'ennesima presa per i fondelli di Berlusconi o una nuova mossa della Lega per tenere buoni i suoi elettori più agguerriti? Mentre il presidente del consiglio continua a negare che nel decreto sulla sicurezza ci sia la tassa per il rilascio del permesso di soggiorno, il ministro Maroni insiste e dice che la tassa c'è ma verrà cambiato l'importo -- inizialmente di 200 euro -- tramite un decreto del suo ministero e di quello dell'economia.

Insomma, mentre pare che non ci sarà più l'emendamento leghista che prevedeva cure mediche a pagamento per gli immigrati e l'obbligo per i medici di denunciare l'immigrato clandestino che chiede di essere curato, l'odore di razzismo rimane sempre molto forte.

Purtroppo le forze parlamentari di opposizione sono assolutamente inadeguate, specialmente PD e Italia dei Valori, che si limitano a registrare una certa confusione nelle file della maggioranza in tema di immigrazione. "Sull' immigrazione nel governo la confusione regna sovrana" dice Minniti del PD. "Cresce la confusione nel governo" gli fa eco Leoluca Orlando dell'IdV. Non una parola sulla matrice assolutamente discriminatoria e violenta di tutto il pacchetto sicurezza di cui, tra l'altro, lo stesso centrosinistra è ugualmente responsabile.

Tra maggioranza e opposizione sembra quasi che ci sia un tacito accordo sulla matrice razzista, mentre fanno finta di combattersi litigando su argomenti assolutamente secondari.
Il razzismo dovrebbe essere, invece, più che sufficiente per fare un'opposizione degna di questo nome. Il razzismo, ripudiato dalla stessa Costituzione, basterebbe da solo per far cadere un governo.
Che pena.

Roma, 13 gennaio 2009

Carlo Olivieri
umanista

L'italia non è razzista: guarda il video

lunedì 12 gennaio 2009

Giappone: Tzunami finanziario

07/01/2009 11:40
GIAPPONE
Il “villaggio di Hibiya”, i nuovi poveri e la crisi economica nel Sol Levante
di Pino Cazzaniga
Fabbriche che chiudono, o licenziano operai che si trovano in un attimo senza stipendi e senza alloggio. Suicidi e delinquenza segni del malessere. Qualche effetto positivo per far emergere la speranza.

Tokyo (AsiaNews) - Lo tsunami finanziario, provocato mesi fa dal terremoto di Wall Street colpisce con durezza anche il Giappone. Durante il capodanno il parco di Hibiya, al centro di Tokyo tra il palazzo imperiale, la Dieta (parlamento) e il centro commerciale, è diventato quello che molti hanno chiamato “il Villaggio di Hibiya”. Il vasto prato verde era occupato da tende e tavoli dove membri di sindacati e volontari si sono messi a disposizione di centinaia di disoccupati per offrire loro un pasto caldo e consigli.

Leggi tutto...

venerdì 9 gennaio 2009

BOICOTTIAMO I PRODOTTI ISRAELIANI

invito ai consumatori:
BOICOTTIAMO I PRODOTTI ISRAELIANI
Non comprate prodotti il cui codice a barre inizia per 729 perché provengono da Israele che oltre a non far passare gli aiuti umanitari sta oramai facendo strage del popolo palestinese che vive nella striscia di Gaza nonostante che da tutte le parti del mondo gli si stia chiedendo di smettere i bombardamenti...

clicca sul codice per più info

Gandhi: 1938 sulla questione palestina

Le mie simpatie vanno tutte agli ebrei. In Sud Africa sono stato in stretti rapporti con molti ebrei. Alcuni di questi sono divenuti miei intimi amici. Attraverso questi amici ho appreso molte cose sulla multisecolare persecuzione di cui gli ebrei sono stati oggetto.[.......].

Ma la simpatia che nutro per gli ebrei non mi chiude gli occhi alla giustizia. La rivendicazione degli ebrei di un territorio nazionale non mi pare giusta. A sostegno di tale rivendicazione viene invocata la
Bibbia e la tenacia con cui gli ebrei hanno sempre agognato il ritorno in Palestina. Perche', come gli altri popoli della terra, gli ebrei non dovrebbero fare la loro patria del Paese dove sono nati e dove si guadagnano da vivere?
...Leggi tutto...

La Comunità Palestinese in Toscana - Appello e Adesioni


MANIFESTAZIONE REGIONALE

Firenze Sabato 10 gennaio ore 16 partenza da P.za S.Marco
Quello che sta avvenendo in queste ore a Gaza è l'ulteriore conferma che il governo israeliano non ha in mente altro progetto che la distruzione fisica del popolo palestinese, applicando il peggior metodo terroristico, cioè quello dell'aggressione della popolazione civile con l'intento di espellerla definitivamente dalla propria terra o di ridurla ad una condizione di totale asservimento, quasi fosse in schiavitù. leggi tutto...





Comunità Palestinese in Toscana

Prime adesioni all’iniziativa:

    Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus - Partito Rifondazione Comunista/fed. di Firenze

    Gruppo Consiliare Unaltracittà/Unaltromondo - Il Muretto/Comunità di base Le Piagge

    Comitato F.no Fermiamo la Guerra - Comunità Islamica Firenze e Toscana

    Partito Comunista dei Lavoratori/Toscana - Sinistra Critica – Assoc. Filo Rosso

    CPA Firenze Sud - Cantiere Sociale C. Cienfuegos (C.Bisenzio) - Collettivo Scienze Politiche

    Rete dei Collettivi Studenteschi Fiorentini – Rete Semprecontrolaguerra – Slai Cobas/Fi

    Partito Umanista Firenze – Centro di Documentazione Carlo Giuliani – Statunitensi contro la guerra -

    Comitato San Salvi chi puòSocial Forum Cecina – Confederazione Marocchini in Italia - Comitato Varesino per la Palestina

    100 idee per la pace/Siena - Cobas/Fi - S.U.P.(Sinistra Unita e Plurale) - Centro delle Culture, Fi,

    Verdi Toscana -Unione degli Studenti/Fi, - R.s.u.Ateneo Fiorentino - Unponteper/Fi

Il Coordinamento provinciale di Pisa di solidarietà con il popolo palestinese, costituito da:

Comunità palestinese di Pisa, Rappresentanze sindacali di base (RdB/CUB), Rete dei Comunisti Pisa, Spazio antagonista Newroz, circolo ARCI agorà Pisa, Confederazione COBAS Pisa, laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa, mensile “Valori”, UN Ponte Per Pisa, Pianeta Futuro, PRC Pisa, PCL Pisa, Associazione Italia Cuba Pisa, Circolo comunista “Che Guevara” di Ponsacco (PI), comunità musulmana di Pisa.

    Giorgio Forti, membro di Ebrei Contro l’Occupazione (ECO); Ornella De Zordo Cons. Com.le Fi;

    Fiorino Iantorno, cons.com.le PRC Siena – Massimo De Santi, Pres. Comm.Intern.le Educ.Pace;

    Bernardo Francesco Maria, O.s.b. Oliv. Abbazia S.Miniato al MonteMarco Sodi, coord tosc.progetto “interventi civili di pace” - Alessandro Leoni – Aldo Manetti, cons. reg.le PRC – Lucilla Saccà, Doc. Un. Di Firenze,) - Maurizio Brotini, Coord. Prov.le Lavoro e Società - Lorenzo Marzullo, Pres. Comm.Pace ComuneFi

Il tempio per la pace

Domenica 11 gennaio alle ore 18 in Palazzo Vecchio nella sala delle Miniature all'incontro di meditazione per la Pace in Israele e Palestina.
Sono state invitate le comunità ebraica e islamica di Firenze con i loro rappresentanti che hanno confermato la loro partecipazione.
In questo momento tragico desideriamo chiamare a partecipare tutte le persone di buona volontà, seriamente convinte della necessità di intraprendere la strada di un vero e profondo processo di pace e giustizia fra tutti gli esseri umani.
A brevi letture di Pace, seguirà la meditazione in silenzio.

mercoledì 7 gennaio 2009

ORA BASTA! GIOVEDì 8 GENNAIO

IL PARLAMENTO APPROVA LA RIFORMA DELL’UNIVERSITA’

PER DI PIU’ ATTRAVERSO L’ENNESIMO VOTO DI FIDUCIA LORO LA VOTANO IN DIRETTA…

NOI CI INCAZZIAMO IN DIRETTA

PRESIDIO GIOVEDì 8 gennaio PIAZZA S.MARCO ORE 14:30

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO… VE LA CREIAMO! LA NOSTRA LOTTA NON CONOSCE VACANZA

Assemblea Permanente di Lettere e Filosofia


martedì 6 gennaio 2009

I pacifisti israeliani e palestinesi sono un esempio per tutto il mondo

Migliaia di giovani israeliani sono scesi in piazza a manifestare, chiedendo al loro governo di fermare l’invasione di Gaza. Molti sono finiti in prigione, come gli obiettori di coscienza, i soldati e i riservisti che si rifiutano di varcare il confine con il territorio palestinese.

Giovani palestinesi protestano contro la violenza di Israele, ma chiedono anche che Hamas sospenda gli attacchi con i razzi o con qualsiasi altra arma.

Organizzazioni ebraiche e palestinesi lavorano insieme nella Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, risvegliando la coscienza dei popoli perché si metta fine alla follia della violenza.

Non è facile levare la propria voce per la pace, quando si scatena la violenza, non è facile sopportare l’aggressione contro il proprio popolo quando si subisce la paura e l’ira di un altro popolo. I pacifisti israeliani e palestinesi sono un esempio per tutto il mondo.

I giornali non diffondono il loro punto di vista, i mass media non danno spazio ai loro sforzi. Riceviamo solo la propaganda e la contro-propaganda di chi guida una o l’altra fazione e pensa solo a giustificare le proprie azioni.

La popolazione è spaventata e i violenti di entrambe le fazioni tentano di terrorizzarla ancora di più. Contaminati dalla paura e dalla vendetta, tentano di controllarci per i loro interessi.

Respingiamo la violenza dello Stato di Israele, ma anche quella dei gruppi armati palestinesi. Solo una coscienza nonviolenta potrà fermare la violenza e se oggi questa coscienza è ridotta dobbiamo farla crescere.

L’invasione di Gaza da parte dell’esercito israeliano deve cessare immediatamente. I pacifisti palestinesi devono rafforzarsi per fermare Hamas e qualsiasi gruppo armato. E’ necessario creare uno stato palestinese e la comunità internazionale ha una responsabilità perché questo avvenga. Siamo tutti responsabili dell’umanizzazione dei nostril popoli.

In tutto il mondo si verificano situazioni di violenza inaudita, sempre più difficili da arrestare. Dobbiamo cambiare l’atmosfera psico-sociale in cui siamo immerse: questo è l’obiettivo della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e il disarmo nucleare mondiale è la sua richiesta più importante. Questo è il primo passo per invertire la direzione degli eventi. Raggiungere questo obiettivo rappresenta un cambiamento rivoluzionario per l’umanità. Quale sarà il nostro destino, se non ci proviamo?

La Marcia Mondiale è una causa in cui possono convergere tutte le razze, tutti i popoli, tutte le culture e tutte le religioni, superando la sofferenza che causiamo ad altri popoli e quella che altri popoli ci hanno causato. Ci uniamo per costruire il futuro nonviolento che emerge già dalla profondità dell’essere umano.

Roberto Kohanoff
Comitato promotore della Marcia in Palestina

Patricia Arriagada Feliú

Comitato promotore della Marcia in Israele

Giorgio Schultze
Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo

domenica 4 gennaio 2009

Mobilitiamoci contro il pacchetto sicurezza !


VIENI A ROMA !

SABATO 17 GENNAIO

GIORNATA DI MOBILITAZIONE


LUNEDÌ 19 GENNAIO

SIT-IN DAVANTI AL SENATO

per più informazioni

leggi tutto....

e contattaci a noi del Prossimo ilprossimosonoio@gmail.com

importante testimonianza volontaria in Palestina

La frustrazione di questo momento è difficile da descrivere. Questa mattina Israele ha bombardato Gaza, 205 morti e più di 400 feriti – poliziotti donne e bambini, consegnando alla storia il giorno di conflitto più sanguinoso dal ’48 ad oggi. Triste conquista visto che sulla bocca di tutti si sente dire che “the world is changing”, ma dove? Qui è tutto immobile, ciò che cambia è il bilancio delle vittime, da una parte e dall’altra. Con il lancio di un missile Qassam i guerriglieri di Hamas hanno ucciso un israeliano e ne hanno feriti altri 4 nel Negev. Stamattina ero in riunione in ufficio coi colleghi, si discuteva su come Fatah cerchi di uscire dallo stallo politico preoccupandosi di Hamas e non dei suoi problemi interni. La corruzione impera, le persone non hanno più fiducia nell’Autorità Palestinese, i leader sono fantocci, il processo di pace è un continuo fallimento, le colonie israeliane si espandono giorno dopo giorno, l’embargo a Gaza dura da due anni e la gente è affamata, i coloni sradicano gli ulivi piantati dai volontari e uccidono gli animali dei pastori palestinesi, ai checkpoint i soldati umiliano quotidianamente chi tenta di passare da una parte all’altra per lavorare, curarsi, andare a scuola o visitare la famiglia. Non me la sento di andare avanti. La lista è talmente lunga che potrei riempire pagine su pagine.

La politica internazionale non fa che rilasciare dichiarazioni inutili di condanna alla violenza, sottraendosi poi ai propri obblighi, ovvero proteggere i civili in tempo di guerra (convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949). L’Egitto ha dato carta bianca ad Israele per colpire Hamas, Barak ha dato l’ok all’IDF ad attaccare Gaza proprio dopo Natale, con Bush impotente e Obama non ancora effettivo, ha cercato l’appoggio internazionale, le elezioni in Israele sono vicine e l’opinione pubblica è per metà in vacanza. Geniale. E la cosa più frustrante è che sui media istituzionali i fatti vengono quotidianamente e in modo puntuale stravolti e ribaltati a favore dei potenti. La tregua da poco cessata tra Hamas e il governo dello stato ebraico è stata rotta da Israele il 4 novembre, giorno in cui ha ucciso un militante di Hamas di 22 anni. Chi lo sa? Nessuno ovviamente. leggi tutto...


La logica irrazionale della guerra - seconda parte

Pochi giorni fa, a causa dei bombardamenti israeliano sulla striscia di Gaza, che fanno parte di una escalation bellica che continua ancora a mietere vite, ho elaborato un comunicato denunciando questo attacco in particolare, e la violenza in generale, data la mia condizione di portavoce dell’Umanesimo in Argentina.

Vorrei prima di tutto chiedere scusa se qualcuno che fa parte del popolo israeliano, o che solidarizza con esso, si fosse offeso o avesse interpretato che questa denuncia era diretta in modo particolare contro quel popolo. (Nonostante che in tale comunicato si facesse anche un esplicito riferimento critico alla violenza di Hamas).

In tal caso sarebbe inoltre opportuno chiedere scusa ad altri popoli che potrebbero essersi sentiti molestati, o attaccati, quando come umanista mi sono riferito a certi fatti di violenza durante diverse conferenze, forum o comunicati stampa negli ultimi anni.

Spero di non aver offeso i credenti cattolici quando mi sono riferito ai crimini e alle persecuzioni perpetrate dalla Santa Inquisizione. O i popoli musulmani quando ho ripudiato i sanguinosi attentati all’Ambasciata Israeliana e all’AMIA in Argentina, o alle Torri Gemelle in USA.

E spero di non aver offeso il popolo degli USA quando in ripetute occasioni ho criticato la politica imperialista del suo governo, le invasioni in Irak e Afganistan, e i tanti genocidi, cominciando da Hiroshima e Nagasaki.

E parlando di genocidi, spero di non aver offeso il popolo turco riferendomi qualche volta al genocidio armeno. Ugualmente i genuini militanti comunisti, parlando dei genocidi in Cambogia o nell’Unione Sovietica stalinista; o qualche capitalista ben intenzionato, quando ho parlato del genocidio che significa la fame nel mondo, per la cattiva distribuzione della ricchezza in questo sistema. E suppongo a questo punto, che nessun tedesco si sia sentito offeso per aver condannato in ripetute occasioni l’Olocausto perpetrato dai nazisti contro il popolo ebreo.

Credo anche opportuno chiedere scusa per alcune omissioni, di tanti fatti di violenza che sono avvenuti e avvengono su questo pianeta, ai quali non ho potuto riferirmi in modo specifico per materiale incapacità, e che sono stati inclusi solo nel contesto delle ripetute denuncie alla violenza in generale.

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Occupazione Meyer: "Distratti dalle primarie, a pagare sono gli ultimi"

Comunicato stampa Unaltracittà/Unaltromondo

Occupazione Meyer, De Zordo: "Distratti dalle primarie, a pagare sono gli ultimi"

L'occupazione odierna di uno stabile di proprietà comunale da parte di persone in attesa del riconoscimento dello status di rifugiati dimostra come ormai i problemi della città non siano più governati, considerata l'attenzione smisurata che alcuni assessori rivolgono al loro personale futuro politico. Sia l'assessore alla sicurezza sociale Graziano Cioni, sia l'assessore al patrimonio Tea Albini hanno infatti assicurato più volte in passato alle persone presenti a Firenze dopo essere fuggite da Paesi in guerra che sarebbero stati accolti in apposite strutture comunali, come del resto l'Unione Europea raccomanda. Non è stato così, e oggi circa 150 persone sono costrette a dimorare - grazie ancora una volta all'intervento del Movimento Lotta per la Casa - in una struttura fatiscente dove mancano gli allacciamenti all'acqua e all'elettricità.
Unaltracittà chiede pertanto all'amministrazione comunale di farsi carico dei cittadini richiedenti asilo offrendo loro un'assistenza civile e tutto quanto necessita una persona per vivere con dignità nella città di Firenze.

giovedì 1 gennaio 2009

Wop raiz: senza documenti




martedì 30 dicembre 2008

Collegamento con la Striscia di Gaza


ore 18.05, 29 Dicembre, Marna house, Gaza city.


Angeli a pezzi

Nell'aria acre odore di zolfo, nel cielo lampi intermezzano fragorosi boati.
Ormai le mie orecchie sono sorde dalle esplosioni e i miei occhi aridi di lacrime dinnanzi ai cadaveri.

Mi trovo dinnanzi all'ospedale di Al Shifa, il principale di Gaza, ed è appena giunta la terribile minaccia che Israele avrebbe deciso di bombardare la nuova ala in costruzione.
Non sarebbe una novità, ieri è stato bombardato l'ospedale Wea'm.
Insieme ad un deposito di medicinali a Rafah, l'università islamica (distrutta), e diverse
moschee sparse per tutta la striscia. Oltre a decine di installazioni CIVILI.


Pare che non trovando più obbiettivi "sensibili", l'aviazione e la marina militare si diletti nel bersagliare luoghi sacri, scuole e ospedali.

E' un 11 settembre ad ogni ora, ogni minuto, da queste parti, e il domani è sempre una nuovo giorno di lutto, sempre uguale.
Si avvertono gli elicotteri e gli aerei costantemente in volo, quando vedi il lampo, sei già spacciato,
è troppo tardi per mettersi in salvo.

Non ci sono bunker antibombe in tutta la Striscia, nessun posto è al sicuro.

Non riesco a contattare più amici a Rafah, neanche quelli che abitano a Nord di Gaza city,
spero perchè le linee sono intasate.

Ci spero.
Sono 60 ore che non chiudo occhio, come me, tutti i gazawi.

Ieri io e altri 3 compagni dell'ISM abbiamo trascorso tutts la nottata all'ospedale di
al Awda del campo profughi di Jabalia. Ci siamo andati perchè temevamo la tanto
paventata incursione di terra che poi non si è verificata.
Ma i carri armati israeliani stazionano pronti lungo il confine tutto il confine della Striscia, il loro cingoli affamati di corpi pare si metteranno in funerea marcia questa di notte.

Verso le 23:30 una bomba è precipitata a circa 800 metri dall''ospedale, l'onda d'urto a mandato in frammenti diversi vetri delle finestre, ferendo i feriti.
Un' ambulanza si è recata sul posto, hanno tirato giù una moschea, fortunatamente vuota a quell'ora.
Sfortunatamente, anche se non di sfortuna ma di volontà criminale e terroristica di compiere stragi di civili, la bomba israeliana ha distrutto anche l'edificio adiacente alla moschea, distruggendolo.

Abbiamo visto tirare fuori dalle macerie i corpicini di sei sorelline.
5 sono morte, una è gravissima.

Hanno adagiati le bambine sull'asfalto cabonizzato, e sembravano bamboline rotte, buttate via perché inservibili.
Non è un errore, è volontario cinico orrore.

angeli
Siamo a quota 320 morti, più di un migliaio i feriti, secondo un dottore di Shifa il 60% è destinato a morire nelle prossime ore, nei prossimi giorni dopo una lunga agonia.

Decine sono i dispersi, negli ospedali donne disperate cercano i mariti, i figli, da due giorni, spesso invano.
E' uno spettacolo macabro all'obitorio.
Un infermiere mi ha detto che una donna palestinese dopo ore di ricerca fra i pezzi di cadaveri all'obitorio, ha riconosciuto suo marito da una mano amputata.
Tutto quello che di suo marito è rimasto, e la fede ancora al dito dell'amore eterno che si erano ripromessi.

Di una casa abitata da due famiglie, è rimasto ben poco dei corpi umani.
Ai parenti hanno mostrato un mezzo busto, e tre gambe.

Proprio in questo momento una delle nostre barche del Free Gaza Movement sta lasciando il porto di Larnaca in Cipro. Ho parlato coi miei amici a bordo. Eroici, hanno ammassato medicinali un pò in ogni dove sull'imbarcazione.
Dovrebbe approdare al porto di Gaza domani verso le 0800 am.

Sempre che il porto esista ancora dopo quest'altra notte di costanti bombardamenti.
Staro in contatto con loro tutta questa notte.

Qualcuno fermi questo incubo.
Rimanere in silenzio significa supportare il genocidio in corso.

Urlate la vostra indignazione, in ogni capitale del mondo "civile", in ogni città, in ogni piazza,
sovrastate le nostre urla di dolore e terrore.

C'è una parte di umanità che sta morendo in pietoso ascolto.

Vik in Gaza

Vittorio
Arrigoni

lunedì 29 dicembre 2008

Inviate l'Appello per la 2°lingua straniera

APPELLO URGENTE PER LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA
Il 18 dicembre 2008, in Italia, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica. Lo schema, all’articolo 16, recita: “a richiesta delle famiglie è introdotto l’insegnamento potenziato dell’inglese per 5 ore settimanali in sostituzione dell’insegnamento della seconda lingua comunitaria”.

Dal prossimo anno scolastico gli studenti italiani, nella secondaria di primo grado, potranno scegliere di non studiare una seconda lingua comunitaria.
Il francese, lo spagnolo ed il tedesco rischiano così di scomparire dalla scuola dell’obbligo.
Questo provvedimento aiuterà gli italiani a sentirsi più europei?

A tutti è noto il grande divario linguistico che ci divide dagli altri paesi dell’UE, parliamo poco le lingue straniere. Adesso le parleremo ancor di meno!
Negli altri paesi europei si investe sulla conoscenza di una seconda lingua straniera. Pensiamo che anche l’Italia dovrebbe fare lo stesso!

Io ....................., chiedo al commissario europeo per il multilinguismo, Leonard Orban, al commissario europeo per l’istruzione, Jan Figel, alle istituzioni, ai parlamentari, all’Unione Europea, alle Ambasciate, agli Istituti culturali e a chi ha voce in capitolo, di intervenire con richieste ufficiali scritte affinché questo regolamento antieuropeo sia rivisto e corretto.

Mittente:
Nome: ...........
Cognome: ..................
Indirizzo: .............................
Email: ..............................

Invia questo testo alle seguenti e-mail:

Leonard Orban, Commissario europeo multilinguismo
CAB-ORBAN-CONTACT@ec.europa.eu

Jan Figel, Commissario europeo istruzione
Cab-FIGEL@ec.europa.eu

Correzioni alla provocazione dei Presepi

Il parroco non ha usato la seconda persona plurale "voi non sapete, voi non siete pronti", ma la prima plurale, non chiamandosi fuori neppure lui. Secondo, il tema dell'accoglienza non riguarda solo lo straniero ma ogni uomo che ci passa accanto. Terzo, la provocazione è posta sotto il segno del punto interrogativo, non di quello esclamativo. Dunque nessun giudizio su nessuno, ma un invito ad interrogarsi perché fare Natale non sia una "prassi" scontata. La notizia è sbagliata perché il Bambinello in realtà c'è, sull’altare, ma il presepe è la rappresentazione di un evento, la storia di Gesù che viene sulla terra, si fa bambino per dare un messaggio ben preciso agli uomini. In questo senso il presepe è un luogo pedagogico, che dovrebbe mostrare, richiamare alla mente, far interrogare. Ecco perché in chiesa è stata messa una culla vuota. La culla nel presepe è vuota proprio per farci interrogare. Tutto qui. Ha semplicemente chiesto se siamo davvero pronti ad accogliere Gesù nello straniero, nel povero, nei diversi colori della pelle, il nero, il bianco, il giallo... Siamo tutti uomini, figli di Dio e fratelli di Gesù Cristo.

domenica 28 dicembre 2008

Due Presidi a Firenze per Fermare la strage di Gaza

Fermare la strage a Gaza

Presidio di solidarietà con il popolo palestinese
Lunedì 29 dicembre ore 16:00 Piazza della repubblica
Promosso da coordinamento Stop razzismo,
Socialismo rivoluzionario,
Partito
umanista
Nelle ultime ore l'esercito israeliano ha sferrato un sanguinoso attacco aereo nella striscia di Gaza: le vittime sono oltre 170 e i feriti più di 200, fra cui molti bambini colpiti nelle scuole.
Vogliamo esprimere la nostra solidarietà con un atto concreto di impegno: invitiamo tutti a partecipare a fianco del popolo palestinese per
fermare la strage a Gaza.

Presidio martedì 30 dicembre alle 17,30
Fermiamo il massacro del popolo palestinese a Gaza. Totale condanna al governo Israeliano
Troviamoci tutti davanti alla Prefettura
Comunità Palestinese in Toscana
Associazione di Amicizia Italo/Palestinese
Comitato fiorentino Fermiamo la Guerra

invitiamo ad ADERIRE E PARTECIPARE LE ASSOCIAZIONI, LE REALTA' AUTORGANIZZATE, LE FORZE POLITICHE in solidarietà verso il popolo
palestinese, per il pieno sostegno ai propri diritti, con striscioni e
bandiere.

Prima di tutto vennero a prendere gli immigrati e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere i senzatetto ed io non dissi niente perchè avevo una casa.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Il bombardamento dell'informazione, il frastuono dei vari tipi d'inquinamento, la confusione, l'isolamento, ci spingono sempre più verso una "anestesia difensiva" che ci impedisce di comunicare con noi stessi e con gli altri, ci fa sopportare situazioni orribili e ci impedisce di trovare risposte che aprano il futuro nostro e di chi ci circonda. Il prossimo sono io! nasce con la foto petizione, ma altre attività si agiteranno a futuro, tutte volte a stimolare la necessità di identificazione nella situazione che si vive l'altro. L'obiettivo dell'identificazione è comprendere e poter prendere una posizione coerente di fronte alle situazioni personali e sociali che oggi ci troviamo a dover affrontare, come individui e come popoli.


Il Prossimo sono io dà stimolo a tutte le Nuove Azioni che aprono il futuro dell'umanità intera:
è possibile stare bene tutti!
è possibile trovarsi d'accordo anche se siamo in tanti e molto diversi!
la diversità è ricchezza! ecc....