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venerdì 28 novembre 2008

LA LETTERA DI UNA MADRE DEL LUZZI

Casa Luzzi é situata a 20 minuti dal centro storico della città, nella prima collina fiorentina a Montorsoli tra le province di Fiesole, Firenze e Sesto Fiorentino.

Casa Luzzi è un ospedale occupato da 350 persone minacciate dallo sgombero da parte del Comune di Sesto Fiorentino, con nessuna certezza rispetto alla loro collocazione futura. Non lasciamo soli gli abitanti di Casa Luzzi. Se è vero che lottare per i diritti dei più deboli è lottare per i diritti di tutti, allora lottare per difendere Casa Luzzi è anche lottare per salvaguardare te stesso e la tua dignità di essere umano.

Diffondi la lettera che segue, è di una Madre del Luzzi, o vai a conoscere questa esperienza di occupazione. Come arrivare: prendere via bolognese da piazza della Libertà passare Trespiano e Montorsoli dopo il benzinaio girare a sinistra verso M.Morello poi 300 mt a sinistra. Autobus: 25/A dalla stazione dei treni S.M.Novella (ultima fermata).

Il Luzzi era un ex Ospedale abbandonato, dimenticato da tutti, lasciato marcire in balia dell'incuria. Oggi è la nostra casa, siamo circa 350 persone, famiglie di diverse etnie, che dopo varie disavventure abbiamo deciso di garantirci un tetto. Il mercato degli affitti è inavvicinabile per chi vive con un solo stipendio ed ha dei bambini. Molti lavoriamo a nero, in una società che ci rifiuta ma pronta a sfruttarci come manodopera a basso costo. Da due anni abbiamo trovato una sorta di stabilità, ristrutturato gli spazi ed adibito ad abitazioni, alcuni di noi vivevano nei campi, altri in appartamenti sovraffollati. Ora abbiamo uno spazio vitale, un posto da identificare come casa e delle speranze da coltivare per i nostri figli che finalmente vanno a scuola. Il Luzzi è la nostra casa nell'attesa di tempi migliori in cui anche i poveri potranno averne una vera, convenzionale. La scelta di occupare è dettata da una mancanza di alternative possibili, il nostro appello è quello di comprendere le problematiche di una vita di stenti, che ci ha costretti a diventare abusivi, con la speranza che i diritti costituzionali, con cui molti si riempiono la bocca, non siano solo utopie per i deboli. Fra pochi giorni, il 30 Novembre il sindaco di Sesto Fiorentino, il comune a cui lo stabile appartiene, ha deciso di stroncare l'occupazione e la vita delle persone che ci abitano. Alle soglie di Natale, con il gelo che si fa sentire, senza proporre delle soluzioni l'unica certezza è che ci mandano via. Ci sono stati molti incontri con le istituzioni in passato, ora che lo sgombero è prossimo nessuno ci fa sapere nulla in merito. Non siamo delinquenti o un gruppo di violenti pronti a fronteggiare le forze dell'ordine ma donne e bambini, alcuni ammalati, senza più la forza di lottare per legittimare il nostro diritto ad esserci..

Immaginate una madre con figli piccoli, che non riesce a trovare lavoro, senza il supporto per l'asilo nido, che da due mesi, ogni notte arriva a letto e nonostante la stanchezza, non riesce a chiudere occhio. La mattina sorride ai figli come se niente fosse, per non fargli capire che presto saranno di nuovo per strada al freddo. Babbo Natale non arriverà neanche questa volta a bussare alla loro porta, che vogliono abbattere per assecondare i capricci di chi non ha problemi vitali. I bambini sono piccoli, non stupidi e già fanno molte domande su ciò che accadrà il 30 Novembre, ma non abbiamo risposte, non dipende da noi, forse non avevamo il diritto di diventare madri perché siamo povere?

Sappiamo amarli i nostri figli e prenderci cura di loro, ma non basta a dargli serenità perché chi è più forte ,da dietro una scrivania, gioca a risiko con le nostre teste. Non ha mai incontrato lo sguardo di uno dei nostri figli per rendersi conto di com'è cambiato dall'arrivo al Luzzi ad oggi.

Le conquiste per i loro futuro dipendono anche da voi sosteneteci, bloccate lo sgombero almeno finché non saremo in grado di avere un altro tetto. Non devono pagare i bambini le disavventure dei genitori e hanno il diritto di crescere senza essere ghettizzati, di studiare per costruirsi una speranza in questa società sempre più selettiva.

Parlate del Luzzi, venite a trovarci a conoscerci o semplicemente mettetevi nei nostri panni e fate sentire alle istituzioni che il popolo ha anche a cuore i problemi di chi sta peggio. Facciamo appello alla solidarietà che spesso è rivolta fuori dai confini del nostro paese ma scarseggia quando le tematiche sono locali. Non siamo scellerati e irresponsabili solo poveri e vorremmo il sostegno di altre persone comuni che conoscono le difficoltà di arrivare a fine mese. La propaganda del Sindaco Giannassi è quella di mettere poveri contro poveri, per avere appoggio e far sentire la gente privata di qualcosa, ma sestesi chiedetevi se veramente nuociamo alla vostra quotidianità o se per sentito dire dalla bocca di qualcuno che tutela solo i propri interessi.

Piuttosto che scacciarci come bestie, potremmo cooperare per negoziare delle soluzioni ai problemi che la nostra presenza comporta al sindaco, insieme riusciremmo a superarli ne sono certa. Il dialogo e la buona volontà non ci mancano, le alternative si ma non chiediamo alloggi privando altri che ne aspettano uno da anni solo collaborazione per il bene dei minori che vivono nel Luzzi.

Non posso esprimere ogni singolo pensiero dettato dall'ansia di questo brutto momento e spero di aver comunicato quanto possibile per incuriosirvi sulla nostra vicenda, l'unica cosa che rimane da fare è attendere il fatidico giorno.

Una madre del Luzzi




martedì 25 novembre 2008

Curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma è un imperativo etico per un paese civile.

Non cancelliamo con un decreto un diritto costituzionale

…." chi di questi ti sembra stato il prossimo di colui che fu ferito dai briganti ?"
Quello rispose "chi ha avuto compassione e si è preso cura di lui"
ed Egli disse "va e fa anche tu lo stesso"
(Vangelo secondo Luca)

Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) di Modena

Firma anche tu!

Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Ora conosciamo tutti la nuda e cruda verità.
Ci avevano detto che l’unico modo per porre fine alla tragedia dell’ultima guerra mondiale era l’uso della bomba atomica. Ci hanno ingannato.Ci avevano detto che l’uso di una violenza inaudita avrebbe disgustato a tal punto l’umanità, che mai nessuno avrebbe più usato la violenza per risolvere i conflitti. Ci hanno tradito.

clicca qui per leggere tutto...

Ma noi non aspetteremo più. Noi vogliamo unire i nostri cuori. Adesso. Subito. È giunto il momento.

Ora noi marceremo, che voi lo vogliate o no. Marceremo sulla nostra amata Terra e uniremo finalmente i nostri cuori.

Roma, 23 novembre 2008

Carlo Olivieri
umanista

NO AL RAZZISMO - IL "LUZZI" DEVE VIVERE

Sabato 22 novembre quasi 500 uomini, donne e bambini sono scesi in piazza a Firenze
per tutelare lo stabile occupato de Luzzi,
per impedire l'apertura di un nuovo LAGER a Sant'Angelo a Lecore,
per fare vivere anche a Firenze un orizzonte culturale di libertà contro coloro che vogliono imporre barriere razziali e speculazioni di ogni sorta.

Della manifestazione non vi è traccia sui quotidiani locali. Che si sono soffermati sui disastri comminati dal Comune (non certo dagli occupanti) e dalla Croce Rossa italiana nello stabile occupato di Poggio Secco.
Lo ripetiamo ancora una volta.
L'area del LUZZI non appartiene nè al movimento nè tantomeno a qualche speculatore.
L'area del Luzzi è un "BENE COMUNE" che appartiene a tutte e tutti...
per queste ragioni:

GIOVEDI' 27 NOVEMBRE
ORE 20,30
PRESSO LO STABILE LUZZI
INCONTRO CITTADINO DI
CONFRONTO E DI ORGANIZZAZIONE
DELLA VERTENZA




DOMENICA 30 NOVEMBRE
DALLE ORE 8,30 DEL MATTINO
COLAZIONE E PRESIDIO
DAVANTI ALL'INGRESSO DEL LUZZI



LA COMUNITA' INTERETNICA DEL LUZZI
IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LACASA

lunedì 24 novembre 2008

La polizia devasta l'america palace e deporta 57 immigrati nei CIE

Castelvolturno - 20 novembre 2008

mercoledì, 19 novembre 2008

Indagati perché criticano la monarchia

In una retata svoltasi in piena notte, la polizia australiana - in collaborazione con la DIGOS italiana - ha condotto una vasta operazione contro alcune decine di cittadini italiani, sospettati di simpatizzare per il principale partito di opposizione in Italia. La polizia ha sequestrato materiale inneggiante a Walter Veltroni, un foglio scritto a mano con le parole "è ora di cacciare il nano!" e almeno duecento dollari australiani di provenienza sospetta.

La notizia dell'operazione è stata accolta favorevolmente in tutti gli ambienti politici australiani, che invitano però a non criminalizzare in blocco gli italiani presenti nel loro paese, la grande maggioranza dei quali non si interessa affatto di politica, non intende scioperare mai e sta cercando di imparare a pronunciare la "erre" alla maniera australiana.

Scusate. Non abbiamo scherzato.

Abbiamo però cambiato paese e partito. Rilassatevi: non si tratta di italiani all'estero, ma solo di marocchini; e il paese in cui i marocchini sospettati di simpatizzare per il principale movimento di opposizione del proprio paese sono stati indagati è l'Italia. leggi tutto cliccando sul titolo link....


domenica 23 novembre 2008



Milano.

Un graffito di Alfred Breitman per denunciare la persecuzione del popolo Rom

Milano, 18 novembre 2008. Un grande graffito raffigurante la Ruota Rossa, simbolo del popolo Rom, è apparso a Milano, proprio sulla pavimentazione di piazza Duomo. Sotto il disegno - un cerchio rosso rubino con 16 raggi - la scritta "Interrompete la persecuzione dei Rom". L'opera di denuncia civile è stata realizzata dall'artista Alfred Breitman, che è rimasto per oltre mezz'ora, in pieno giorno, a spiegarne i contenuti a un capannello di cittadini milanesi. Quando sono intervenuti sul posto alcuni agenti di Polizia Municipale, Breitman ha detto loro che il lavoro gli era stato commissionato dal Circolo culturale "Goffredo Bezzecchi". Non era la verità, ma l'artista ha inteso rendere omaggio a Goffredo Bezzecchi, Rom di 69 anni che vive a Milano ed è l'ultimo testimone della persecuzione nazifascista degli "zingari" lombardi. Gli agenti hano creduto ala spiegazione offerta da Breitman e si sono fermati a porre domande all'artista, che ha tenuto anche a loro beneficio una breve lezione sul Samudaripen, lo sterminio nazista del popolo Rom e sulle similitudine fra quel crimine contro l'umanità e l'attuale persecuzione che Milano e l'Italia perpetrano sempre contro il popolo "nomade". La performance di Breitman costituisce la prima azione del Gruppo Watching The Sky, per denunciare con gli strumenti dell'arte sociale e dell'arte di strada la più odiosa forma di razzismo del nostro tempo. Alfred Breitmen ha abbandonato il luogo della performance fra gli applausi di decine di cittadini, ivi compresi i vigili urbani. L'opera d'arte, realizzata con colori naturali, è stata parzialmente cancellata già nel pomeriggio.

lunedì 10 novembre 2008

mercoledì 5 novembre 2008

FIRENZE, CONTINUA L’ODISSEA DEI ROM

IN STRADA, ESPOSTI A FREDDO E INTEMPERIE, OLTRE DUECENTO ZINGARI

IL GRUPPO EVERYONE E L’AURORA ONLUS DENUNCIANO UN ESCALATION DI INTOLLERANZA E PERSECUZIONE DA PARTE DI ISTITUZIONI E AUTORITA’ DI FORZA PUBBLICA FIORENTINE E SESTESI.


E’ la conseguenza della politica degli esponenti fiorentini e sestesi del Partito Democratico e dell’inasprimento degli RPU, i Regolamenti di PoliziaUrbana. Il sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi (PD) ha disposto per lunedì 27 ottobre scorso la “bonifica”di un’area comunale, confinante con un terreno privato, che parte da via del Cantone e arriva, costeggiando la ferrovia, a via San Piero a Quaracchi. Nei due terreni – uno di proprietà comunale, l’altro privato – si erano insediate da diverso tempo una trentina di famiglie rom romene con bambini, donne incinte, malati e anziani, sgomberati lunedì scorso – per l’appunto – con l’ausilio di alcuni agenti della Polizia Municipale sestese e dei mezzi della Quadrifoglio, l’azienda di smaltimento dei rifiuti fiorentina.

“Polizia Municipale e Comune di Sesto Fiorentino hanno parlato di ‘bonifica’. Ciò che in realtà è avvenuto davanti ai nostri occhi è un tragico sgombero forzoso” dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, leader del Gruppo EveryOne, e Stefania Micol, presidente dell’associazione L’Aurora onlus di Firenze, “in cui famiglie disperate senza dimora, senza alcuna alternativa alloggiativa, senza la possibilità di un lavoro regolare e prive di qualunque assistenza socio-sanitaria sono state messe in mezzo alla strada.

Viste le precedenti minacce di querele e l’inconsistente volontà di collaborazione e dialogo con le Associazioni da parte dei comuni di Firenze e di Sesto Fiorentino, invitiamo le Istituzioni e le autorità di Forza Pubblica fiorentine e sestesi a non mettere in piedi ancora una volta il walzer delle negazioni di quanto denunciamo: abbiamo raccolto verbali, testimonianze e fotografie di quanto accaduto,” proseguono EveryOne e L’Aurora “abbiamo le prove di una persecuzione vissuta con i nostri occhi. Evitino il rimpallo di responsabilità” dicono gli attivisti “e piuttosto si mettano al lavoro per prestare immediata assistenza a queste persone: servono coperte, serve cibo, servono medicine, serve un luogo caldo che li tolga dalla strada, dove non hanno la minima speranza di sopravvivenza con le incombenti temperature gelide e le intemperie di questi giorni. Non chiediamo più incontri ma azioni urgenti di aiuto umanitario, ma soprattutto l’interruzione immediata di sgomberi iniqui e silenziosi e di provvedimenti che contrastano con le leggi vigenti e con le convenzioni internazionali sui diritti umani”.

Per ulteriori informazioni:

Gruppo EveryOne Tel: (+39) 334 8429527 - (39) 331 3585406 - (+39) 3343449180

www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

martedì 28 ottobre 2008

Poszione sulle Classi Ponte dell'On.Cota nel DL Gelmini


Per info e adesioni:
unionecittadiniimmigrati@gmail.com

Comitato promotore:
comitato immigrati, FOCSI, Ass. latinoamericana El Condor, JVP Sri Lanka comitato Italia, UMANGAT, IURIA-Lega Immigrati Albanesi, MFAM Movimento Migrantes y Familiares de Ecuador, Ass. Progetto SUR, Organizzazione sociale Dhuumcatu


sabato 25 ottobre 2008

Legge xenofoba Lombarda: chiusi Phone Center

PHONE CENTER: CONSULTA DICHIARA ILLEGITTIMA LEGGE XENOFOBA LOMBARDA. ORA REGIONE E COMUNI RISARCISCANO VITTIME

di lucmu (del 25/10/2008, in Migranti&Razzismo, linkato 57 volte)

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 350, depositata il 24 ottobre, ha dichiarato illegittima la legge regionale n. 6/2006 sui phone center, accogliendo dunque i numerosi ricorsi del TAR della Lombardia e dando ragione a quanti, come noi, avevano sin dall’inizio denunciato la sua palese natura discriminatoria e anticostituzionale.

Quindi, da oggi in poi, quella legge non esiste più. E questa è una buona notizia, poiché riafferma la vigenza dello stato di diritto. Ma purtroppo la legge n. 6/2006 ha già prodotto numerosi e vasti danni, visto che è stata ampiamente applicata sin dal marzo del 2007 da tanti Comuni lombardi, compreso quello di Milano, provocando la massiccia chiusura di legittime attività commerciali e la rovina economica dei loro gestori.

La legge regionale n. 6 e la sua applicazione da parte di molti sindaci nulla c’entrava con la regolamentazione delle attività commerciali, ma intendeva unicamente alimentare, ancora una volta, le campagne d’odio tanto care a Lega e An. Infatti, la grande colpa dei phone center era semplicemente quella di essere gestiti e utilizzati soprattutto da cittadini immigrati. Insomma, una legge speciale, fuori dallo stato di diritto e contraria al principio di uguaglianza davanti alla legge e uno dei tanti casi, forse tra i più gravi in Lombardia, di xenofobia istituzionale.

Ma la cosa più ingiustificabile e disgustosa è che tutti gli attori istituzionali erano perfettamente consapevoli che la legge non avrebbe mai passato l’esame della Corte Costituzionale. Ciononostante, sia il centrodestra in Regione, che moltissimi Sindaci hanno premuto sull’acceleratore della sua applicazione, trattando come delinquenti e gettando sul lastrico centinaia e centinaia di persone e famiglie.

Riteniamo dunque imprescindibile non soltanto delle pubbliche scuse, ma soprattutto dei fatti concreti. In altre parole, Regione Lombardia e quei Sindaci che hanno chiuso legittime attività commerciali sulla base di norme illegittime devono ora farsi di carico di garantire alle vittime un congruo e veloce risarcimento.
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer

venerdì 24 ottobre 2008

Dizionario Italiano sotto il cuscino


"Avevo undici anni, o li avrei avuti dopo poco. Volevo essere grande, per affrontare la scuola e superare la maggior parte dei bambini. Avevano con me un unico punto in comune; erano in ritardo rispetto alla norma scolastica. Io non ero nemmeno in ritardo, io ero a zero, venivo da lontano, venivo da una alta montagna dove mai una sola parola di francese era stata pronunciata. Se no, le pietre l'avrebbero ricordata e io l'avrei imparata".

"...Un pensiero fisso: lasciare la "class d'accueil", la classe degli stranieri che testimonia il ritardo e la separatezza, e andare a scuola con i coetanei francesi. Per questo è disposta a tutto..."

"Spesso dormivo con il dizionario sotto al cuscino. Ero persuasa che le parole di notte lo avrebbero attraversato per venire a sistemarsi in caselle predisposte per metterle in ordine. Le parole avrebbero così lasciato le pagine e sarebbero venute a stamparsi nella mia testa.
... Una notte, tolto il guanciale, misi la testa direttamente sul libro magico. Feci fatica ad addormentarmi. Non era comodo."

Dichiarazione di colpevolezza di Cossiga

DOPO LE DICHIARAZIONI DI COSSIGA
RIAPRIRE L'INCHIESTA SU GIORGIANA MASI

Alfio Nicotra, della direzione nazionale del Prc e responsabile del Dipartimento Pace e Movimenti del Prc ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"Non siamo tra coloro che fanno ironia sulle dichiarazioni di Francesco Cossiga rilasciate al Quotidiano Nazionale. "

I consigli dati a Maroni, infiltrare gli studenti pagati, sfasciare vetrine e dare fuoco ad auto, per poter poi massacrare di botte gli studenti ed i docenti in particolare le maestre più giovani, li abbiamo vissuti sulla nostra pelle quando il picconatore sedeva al Viminale.
Si tratta di una confessione in piena regola su come Cossiga governava, da ministro dell'Interno, l'ordine pubblico tra il 76 e il 78.

Il giorno che uccisero una giovane liceale, Giorgiana Masi, sparandogli alla schiena mentre scappava sul Ponte Garibaldi a Roma, vennero fotografate persone in borghese armate e protette dai cordoni delle forze dell'ordine.
Alcuni di questi fecero fuoco verso i manifestanti. Quel tragico 12 maggio del 1977 non lo abbiamo
dimenticato e non dovrebbe dimenticarlo neanche la magistratura che ha il dovere, di fronte a queste dichiarazioni, di riaprire l'inchiesta.

Cossiga quel giorno mentì al Parlamento quando assicurò che non c'erano agenti infiltrati tra i manifestanti.

A 31 anni di distanza, la sua intervista a Quotidiani Nazionali è una confessione in piena regola.

Questo è un appello al Presidente della repubblica affinchè faccia chierezza sulle dichiarazioni del senatore Cossiga.

lunedì 20 ottobre 2008

Prima di tutto vennero a prendere gli immigrati e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere i senzatetto ed io non dissi niente perchè avevo una casa.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Il bombardamento dell'informazione, il frastuono dei vari tipi d'inquinamento, la confusione, l'isolamento, ci spingono sempre più verso una "anestesia difensiva" che ci impedisce di comunicare con noi stessi e con gli altri, ci fa sopportare situazioni orribili e ci impedisce di trovare risposte che aprano il futuro nostro e di chi ci circonda. Il prossimo sono io! nasce con la foto petizione, ma altre attività si agiteranno a futuro, tutte volte a stimolare la necessità di identificazione nella situazione che si vive l'altro. L'obiettivo dell'identificazione è comprendere e poter prendere una posizione coerente di fronte alle situazioni personali e sociali che oggi ci troviamo a dover affrontare, come individui e come popoli.


Il Prossimo sono io dà stimolo a tutte le Nuove Azioni che aprono il futuro dell'umanità intera:
è possibile stare bene tutti!
è possibile trovarsi d'accordo anche se siamo in tanti e molto diversi!
la diversità è ricchezza! ecc....