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domenica 5 luglio 2009

Su Rai 3 il documentario COME UN UOMO SULLA TERRA

Dopo decine e decine di proiezioni in tutta Italia
Dopo il grande successo della campagna IO NON RESPINGO:

COME UN UOMO SULLA TERRA
finalmente in onda sulla RAI
9 LUGLIO 2009
RAI 3 ore 23.40 (trasmisisone DOC3)
Un occasione di civiltà e informazione per tutta l'Italia.
Finalmente anche chi non poteva sapere ora saprà.
Chiediamo alle migliaia di persone che da oltre 6 mesi
sostengono il film, di diffondere ovunque la notizia:
con il passaparola, nei mezzi di informazione, via mail e
con il Volantino che potete scaricare sul sito del film:
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

Qualche giorno dopo la messa in onda chiuderemo la raccolta delle firme
per la petizione e organizzeremo la consegna.
Siamo già a 10mila firme.
Con la messa in onda e l'aiuto di tutti
possiamo crescere ancora.

Grazie a tutti
Autori e Produzione COME UN UOMO SULLA TERRA
http://comeunuomosullaterra.blogspot.com

venerdì 3 luglio 2009

Approvato Pacchetto Sicurezza: Che Paese è questo bel Paese?

"Che Paese è questo bel Paese? Dove si approva una legge che permette la giustizia fai da te, che giudica un crimine la ricerca di una vita migliore, che scheda chi non ha una casa, che toglie ai bambini il diritto ad un’identità, che incita alla delazione ed al sospetto, che educa alla discriminazione e reclusione ed espulsione del diverso, di chi scappa dalla guerra, di chi fugge dalla fame , di chi rincorre isuoi sogni, del nato nel “paese” sbagliato.

Che Paese è questo Paese che non sa accogliere, che non sa dare risposte al cambiamento, che non si sa adattare all’evoluzione
dell’umanità ma si limita a reprimere, incarcerare, prevaricare, non ascoltare ma solo ordinare.
E noi cittadini di questo Bel Paese, noi che queste decisioni le abbiamo democraticamente volute o per lo meno accettate, noi che
facciamo?

E’ questo un momento crepuscolare: può sopraggiungere l’alba o arrivare la notte e forse questo non sta nelle nostre mani. Possiamo
però accendere luci e rischiarare il buio. Contribuire a creare una coscienza umana , proteggere le aspirazioni più alte e profonde che
hanno condotto l’umanità ai suoi momenti migliori, marciare verso un futuro che anche se non prevede ancora la risoluzione dei conflitti
per lo meno non li soffochi nella violenza e cerchi nuove soluzioni.

La legge approvata il 2 luglio 2009 in Senato è una legge ingiusta e violenta che non tiene conto dei diritti umani, che non si rifà al
principio di ricerca di soluzioni lungimiranti per risolvere le situazioni difficili, nelle quali, in questo momento storico, ci
stiamo trovando a vivere. Si limita a dare una risposta alle nostre paure più viscerali di perdere qualcosa (la falsa sicurezza, l’ordine
apparente, gli elettori) e ci porta a tradire la nostra cultura o quello che credevamo di essa (la solidarietà, l’ospitalità, la
fantasia nel trovare soluzioni). Ci consegna alle pagine peggiori della Storia, nelle quali non avremmo voluto essere menzionati, come
quella del 1938 e delle leggi razziali."

Centro delle Culture

Roma, torna sui media la "mafia Rom". Realtà o informazione distorta?

di Roberto Malini

Roma, 30 giugno 2009.

Una notizia di cronaca, due modi diversi di presentarla. Ecco La Repubblica (gli altri quotidiani italiani, in genere, sono sullo stesso tenore):

"Un'organizzazione di trafficanti di cocaina composta da intere famiglie di etnia rom di nazionalità croata e bosniaca, ma anche di italiani, è stata scoperta dai Carabinieri di Roma che stanno eseguendo, dalla scorsa notte, 54 ordinanze di custodia cautelare. L'organizzazione usava come corrieri anche minorenni".

E' un'informazione parziale, che presenta al pubblico una realtà falsata, inducendo - ovviamente - il lettore a pensare che i Rom, a Roma, siano capaci di dare vita a una forma di criminalità organizzata autonoma, venendo così a costituire un nuovo pericolo per la sicurezza. Per comprendere correttamente la notizia bisogna proseguire nella lettura del pezzo e interpretare, fra le righe, la verità:

"Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip di Roma su richiesta della direzione distrettuale anti-mafia della capitale".

Et voila, ecco che si presenta una versione diversa del fatto di cronaca: non si tratta di "emergenza Rom", ma di mafia, di italianissima mafia, nella fattispecie 'ndrangheta, che gestisce integralmente il traffico di stupefacenti a Roma e utilizza le fasce sociali più vulnerabili, emarginate e indigenti per i suoi traffici, fra cui i Rom.
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Viareggio, una tragedia figlia di scelte economiche sbagliate

Comunicato stampa del Comitato contro il Sottoattraversamento AV di Firenze



L'entità del disastro di Viareggio lascia attoniti. Il numero delle vittime e l'estensione dei danni ci parlano di una catastrofe.
Il cordoglio di tutti i partecipanti al Comitato vanno a tutti quelli che hanno perduto parenti o amici.

Il nostro impegno nel promuovere un trasporto pubblico efficiente e sicuro non può esimerci da fare, fin da ora, alcune considerazioni, mentre attendiamo gli esiti delle indagini della magistratura per una valutazione definitiva.

La prima è che l'aver convogliato la quasi totalità delle risorse economiche ad un progetto faraonico come l'Alta Velocità "all'italiana" ha provocato l'abbandono di tutti gli altri settori del trasporto ferroviario; in particolare quello delle merci ha visto un calo progressivo e costante che non può che prevedere il sostanziale smantellamento di questo servizio. Questo è frutto di una greve decisione politica che ha autorizzato il vertice FS a questa politica dissennata.
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info: notavfirenze@gmail.com
338 3092948

COMUNICATO STAMPA: Situazione salute immigranti in Italia

Roma, 1 luglio 2009
DECRETO SICUREZZA: DA TRE SETTIMANE, SECONDO RICERCA DELLE ONG, DRASTICO CALO DI MIGRANTI CHE ACCEDONO ALLE CURE OSPEDALIERE

GRUPPO EVERYONE: “CON LA CRIMINALIZZAZIONE DELLA CLANDESTINITA’ SI
RISCHIA EMERGENZA SANITARIA NAZIONALE. GIA’ CASI DI LEBBRA NON CURATA A MILANO E ALLARME TERRIBILI EPIDEMIE”


“A poche ore dal voto finale in Senato al decreto n°733 sulla sicurezza (che si svolgerà domani a partire dalle ore 13), ci giungono notizie drammatiche relativamente al numero di immigrati che nelle ultime settimane non sono ricorsi alle cure mediche in ospedale nonostante le gravi condizioni di salute”. Lo affermano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’organizzazione per i diritti umani Gruppo EveryOne. Leggi tutto

Per ulteriori informazioni:

Gruppo EveryOne
+39 334 8429527 :: +39 331 3585406
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

A PITTI BIMBO SI MUORE DA INVISIBILI

Una morte atroce quella di un giovane marocchino rimasto gravemente ferito martedì scorso all'interno della Fortezza da Basso di Firenze, dopo essere stato travolto da uno stand in legno durante lo smontaggio della struttura” dice oggi, giovedì 2 Luglio, La Nazione. Il giovane marocchino aveva 22 anni ma non esisteva, anche se il suo preziosissimo lavoro sottopagato, insieme a quello delle migliaia di Ahmed, Bubakar, Ali, rende possibili fantastici guadagni per costruttori immobiliari, organizzatori fieristici e all'industria italiana in genere. Per non parlare delle donne inesistenti che si prendono cura dei nostri nonni non più autosufficienti.

Il giovane marocchino muore il giorno in cui passa al Senato il Pacchetto Sicurezza, che comporta il reato di immigrazione clandestina. L’introduzione del reato, combinata ad altre norme, rivela quanto sia spietato nel complesso questo complesso di norme proprio imponendo in moltissimi casi la segnalazione e quindi la denuncia della presenza irregolare nel territorio. Delazione diffusa e governo attraverso la minaccia. E’ così per esempio per l’istruzione scolastica che, nonostante vi sia una deroga alla richiesta del permesso di soggiorno per iscrivere i figli a scuola, potrebbe comportare l’impossibilità, per uno studente divenuto maggiorenne, di portare a termine gli studi sostenendo gli esami finali e contemporaneamente obbligare il preside a denunciare lo studente privo di permesso.La richiesta del permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile rende generalizzata la possibilità di denuncia oltre ad inibire alcuni tra gli atti che hanno più strettamente a che vedere con i diritti della persona e dei minori, come la registrazione delle nascite (per chi è privo di passaporto) o la registrazione dei decessi.

E anche l’emersione dal lavoro nero, proprio in quei settori in cui poggia per la quasi totalità sullo sfruttamento di manodopera "irregolare", sottoponendo al rischio di denuncia i testimoni se privi di permesso di soggiorno.

C'è chi dice che una cosa del genere non si vedeva dai tempi del terzo reich, eppure ognuno di noi (o quasi) continua la sua vita normalmente. Forse perchè non è ancora stato toccato, direttamente o indirettamente, dalla mano assassina del pacchetto normativo, né si immagina che lo sarà. O forse perchè si sente, o si sforza di sentirsi, terribilmente lontano da quegli Ahmed, Bubakar, Ali di cui adesso le nostre leggi sanciscono la condizione di “carne da lavoro”: gente che può morire, da invisibile, mentre smonta un padiglione fieristico di alta moda.

Saverio Ragonesi
Centro delle Culture - Firenze

mercoledì 1 luglio 2009

RESPINGIAMO IL PACCHETTO SICUREZZA!


Mercoledì 1 luglio,
dalle 15:30,
tutte e tutti sotto il Senato

Dopo mesi di discussioni, rinvii e voti di fiducia che hanno ignorato ogni forma di protesta, il governo Berlusconi si appresta ad approvare definitivamente in senato il disegno di legge 733, noto come "pacchetto sicurezza": una legge che nega i diritti fondamentali delle persone, siano esse migranti o native.

Il pacchetto introduce il reato d'ingresso e soggiorno illegale, che colpisce le persone migranti, cancellando il loro diritto a esistere, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e alla casa.

Se il ddl sarà approvato, chi è senza permesso di soggiorno non potrà più ricevere cure mediche, riconoscere figlie e figli alla nascita, sposarsi o inviare i soldi a casa. Si introducono le ronde mentre in nome del "decoro urbano" continuano gli sgomberi e la ghettizzazione degli insediamenti rom e le aggressioni di stampo razzista e xenofobo.

Le ordinanze dei sindaci limitano il diritto a incontrarsi nei parchi e nei luoghi pubblici o a manifestare per le strade e nelle università.

Prima ancora di essere approvato, il pacchetto sicurezza ha già ucciso: dalla donna incinta morta dissanguata a Bari per la paura di essere denunciata in ospedale, alle persone morte nei CIE (centri di identificazione ed espulsione) per le violenze, perché non ricevono un'assistenza sanitaria adeguata o per la disperazione di vedersi consegnare un decreto di espulsione, che significa essere rispedite/i in luoghi di conflitto o nelle carceri libiche, spesso dopo aver vissuto e lavorato duramente e senza diritti per molti anni nel nostro paese.

Ma c'è una parte della società che in questi mesi ha espresso nei modi più disparati il proprio dissenso: medici e insegnanti, migranti, rifugiati/e e richiedenti asilo, scuole d'italiano, donne, femministe e lesbiche, gay e trans, studenti e occupanti di casa, singoli/e e associazioni vogliono respingere al mittente il pacchetto sicurezza e le politiche razziste di questo governo.

A Roma, come in molte altre città italiane, si sono moltiplicate le iniziative che hanno denunciato con forza le condizioni di vita nei CIE e la brutalità delle politiche dei respingimenti, protestando contro una legge che, dietro una falsa esigenza di sicurezza, nasconde la chiara volontà politica di gestire in maniera repressiva la crisi che stiamo vivendo.

Crediamo che sia necessario sentirsi tutte e tutti coinvolti in quanto sta accadendo, creare spazi di dibattito sempre più ampi e moltiplicare le iniziative di protesta in ogni città, a partire dalle giornate di discussione e approvazione del pacchetto sicurezza.

Vogliamo prendere la parola, per lottare insieme, italiane/i e migranti, a partire dai nostri territori,
perché desideriamo una società aperta all'incontro tra tutte le differenze,
perché l'unica sicurezza che vogliamo è libertà e diritti per tutte e tutti.
Respingiamo il pacchetto sicurezza!

Mercoledì 1° luglio, dalle ore 15:30 in poi, tutte e tutti sotto il Senato durante la discussione finale del ddl 733

RETE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

IRAN: UNA LOTTA PER LA LIBERTA'

oscuramento censura Internet News - Travaglio

lunedì 29 giugno 2009

Invito progetto Integrazione perché



nell'approssimarsi dalla data del G8 inviamo questo contributo sulle spese militari
Il Comitato Fiorentino Fermiamo la guerra


Il più grande affare del mondo: le spese militari

Per contrastare questo modello liberista e cambiarlo radicalmente, vanno drasticamente ridotte


le spese militari e trasferite risorse a grandi e diffusi interventi contro le povertà, per il sostegno allo sviluppo autocentrato delle economie locali, per la difesa ambientale, per il superamento di situazioni estreme di squilibrio nella destinazione di risorse, e soprattutto promuovere ovunque una cultura di pace e per il disarmo, prevenire e bloccare ogni pretesto per la guerra.

La spesa per le armi, per le basi militari e per le guerre di aggressione ha portato ad oltre un miliardo le persone, in gran parte bambine/i, prive di un sostentamento alimentare e di cure sanitarie che consentano la loro esistenza.

Vi sono sempre più numerosi insediamenti umani in Africa, Asia, in altre parti del mondo, dove la durata della vita si va accorciando, per mancanza di accesso ai cibi essenziali e ai farmaci, il cui costo per l'estrema povertà, è insostenibile.


Alcune cifre del massacro sociale, economico:

Nel 2008 nel mondo si sono spesi circa 1500 miliardi di dollari (quasi il 2,5 % del PIL Mondiale)per le armi.

Dal 1999 al 2008 (in questi dieci anni) la spesa globale per armamenti è aumentata del 45%, allora si attestava sotto i 1000 miliardi di $.

Le aziende con maggiore produzione sono
Boeing (30 mdi $), Bae Sistems (30mdi4), Lockheed Martin (30mdi$); l'italiana Finmeccanica al decimo posto, le prime venti aziende sono Statunitensi ed Europee.

1°posto:Gli Usa coprono il 42% della spesa militare, con 607 miliardi di $.
2°posto:A grande distanza seguono Cina (per la prima volta al secondo posto) con 85 mdi di $,
3°posto:poi Francia con 66,
4°posto:Gran Bretagna con 65,5,
5°posto:Russia 58,5,
6°posto:Germania 47,
7°posto:Giappone 46,
8°posto:Italia 41.


Può darsi che la “crisi finanziaria” ed il crollo delle grandi banche e di grandi aziende (settore automobilistico), sposti la destinazione delle risorse ad altre urgenze rispetto alle spese militari, ma al momento non se ne avvertono segnali rassicuranti.

Anzi il controverso scudo spaziale, l'enorme spesa per il mantenimento di eserciti d'occupazione, in Afghanistan - le guerre in Iraq e in Afghanistan sono costate solo agli Usa 903 mdi $ -, investimenti di consistenti risorse anche in Italia, come per i 131cacciabombardieri F35 con una folle spesa di 15 miliardi di E (spesa condivisa bipartisan), dopo gli 8 m.di per gli Eurofighter, non danno certo segnali tangibili di controtendenza.

Sempre in Italia l'export di armi nel 2008, per oltre 3mdi di E., è aumentato del 14% rispetto al 2007 (per l'export il Lazio al 39%, la Lombardia al 24%, Liguria al 20%, la Toscana all'8).

Ma che dire sulle armi di distruzione di massa e nucleari:

Gli USA dispongono di 534 missili balistici intercontinentali, 432 missili balistici sottomarini.
200 bombardieri nucleari, per un totale di 5000 testate nucleari.

Altri paesi che fanno parte del “Consiglio di Sicurezza” delle N.u., e che hanno condannato Corea del Nord e Iran, possiedono armi nucleari, tra cui Israele.

In compenso, i fondi per la cooperazione allo sviluppo si vanno riducendo.

Gli stessi Usa per il 2010, per il piano di spesa per la salute globale, presentato dal Presidente Obama, prevedono un taglio di circa 7 mdi di $.

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Il Comitato Fiorentino Fermiamo la guerra

Testimonianze dall'Honduras

Ciao,

giro qualche mail veloce di seguito a questa per informare dei gravi fatti che stanno avvenendo in
Honduras dove i militari hanno fatto un colpo di stato contro il governo democratico di Manuel
Zelaya, presidnete che si sta allineando con gli altri presidenti "progressisti" (?) del latino
america infastidendo gli interessi capitalistici dei grandi interessi.

Comunicato stampa

Il golpe di Stato in Honduras, con l'intento di sconfiggere il Presidente costituzionale, Manuel
Zelaya, è l'inizio di una strategia attuata dalle forze più conservatrici e golpiste che
sperano di ritornare al potere in gran parte dell'America Latina.
Dobbiamo denunciare in tutto il mondo la gravità di questa situazione che fa retrocedere il
processo di liberazione dei popoli e cerca di fermare l'incontenibile urgenza e necessità di
costruire la Nazione Umana Universale.

Desideriamo far arrivare dai popoli d'Europa, dai Marciatori per la Pace e la Non Violenza, un
forte abbraccio di solidarietà a tutti gli umanisti dell'Honduras e dell'America Latina.

Desideriamo rinnovare la speranza che si possano difendere i diritti e la libertà dei popoli
attraverso la ferma determinazione della non violenza attiva.

A livello internazionale i Portavoce del Nuovo Umanesimo si mobilizzeranno per sostenere con
tutte le proprie forze la luce dei nuovi tempi che, alla fine dell'oscurità di questa lunga
preistoria, finalmente trionferanno.

Giorgio Schultze
Portavoce del Nuovo Umanesimo in Europa

In considerazione del livello di disinformazione e su precisa richiesta dall’Honduras di chi resiste al golpe di far sentire la loro voce e non lasciarli soli si prega di far circolare il più possibile questa informazione, forse la prima testimonianza in italiano dal paese centroamericano. A questo link invece si trovano gli articoli via via pubblicati.

Testimonianza dall’Honduras: non credete ai media ufficiali, la gente vota e resiste!

Dopo ore di tentativi finalmente Giornalismo partecipativo riesce a comunicare con P. T. cooperante di un paese europeo residente da anni in Honduras. “E’ che il primo segnale che stava succedendo qualcosa è che i militari hanno staccato la luce in tutta la città. Solo da poco ci siamo procurati un generatore, ma abbiamo pochissima benzina perché è razionata, non si vende, e quindi posso restare collegata pochissimo tempo”.

di Gennaro Carotenuto

Quando avete saputo del golpe? “in mattinata prestissimo si è saputa la notizia che hanno preso il presidente con la forza. La capitale ha iniziato a reagire, mentre dalle altri parti del paese si è animata la gente a continuare a votare per il referendum. Anzi le ultime notizie sono che anche nella capitale dove può sta votando in massa”.

Si sta votando che tu sappia? “Qui dove mi trovo sono arrivati i militari e hanno sequestrato le urne per impedire il voto. Nella capitale è successo in molti posti ma ho molte testimonianze che in tutto il resto del paese e anche in alcune zone della capitale la gente sta correndo a votare come forma di dire NO al golpe”.

I media funzionano? “Hanno spento tutto. Appena hanno sequestrato il presidente Zelaya hanno chiuso il Canal 8, l’unico favorevole al governo e poi anche tutti gli altri. Adesso credo funzioni solo una radio della destra golpista HRN”.

Che tipo di reazione c’è da parte dei movimenti? “ti dico solo che i popoli indigeni hanno iniziato una marcia a piedi verso la capitale. Inoltre molte persone sono andate al palazzo presidenziale. Ma non ho informazioni verificate”. Riuscite a comunicare? “la mancanza di corrente fa che i cellulari sono quasi tutti scarichi. Qui dove sono li possiamo ricaricare ma le centinaia di persone nascoste non hanno maniera di farlo”.

Ci sono le notizie di violenza? “Gira voce di almeno un morto, ma non posso confermartela. Le uniche violenze sicure che ho io sono quelle contro i medici cubani. Alcuni sono stati aggrediti, gli altri li stiamo nascondendo. Inoltre qui da noi quando hanno sequestrato le urne del referendum hanno detenuto tre persone ma sono stati costretti a rilasciarli quasi subito. Inoltre ho notizie di liste nere di dirigenti popolari che vengono ricercati, soprattutto quelli che hanno lavorato al referendum. Non ho notizie di persone precise arrestate. Ma centinaia se non migliaia di persone si sono dovute nascondere”.

Sei uscita? Com’è la città? Che idea ti sei fatta sui rapporti di forza? “Ho girato per il quartiere ma come straniera non mi sono avvicinata al punto dove si votava. I militari sono estremamente aggressivi, puntano le armi in faccia alla gente. La gente sta chiamando alla calma e cerca di parlare loro e si stanno facendo azioni pacifiche in tutto il paese. Il messaggio è calma, pace e non opporre altre forme di resistenza”.

Che messaggio puoi lasciarmi in conclusione? “Faccio un appello internazionale a non lasciare solo l’Honduras e a fare informazione su quello che sta succedendo in Honduras. Non credete ai media ufficiali”.

Altro dall’Honduras: Honduras resiste al golpe

Sequestrati gli ambasciatori di Nicaragua, Cuba, Venezuela e il Ministro Patricia Rodas

Manuel Zelaya in diretta dal Costarica, ecco cosa dice

Honduras: avrebbe giurato come presidente il dittatore Roberto Micheletti

L’Unione Europea condanna il golpe e chiede l’immediata liberazione di Manuela Zelaya

Honduras, Uruguay, Argentina, domenica di democrazia in America latina

Honduras: il pericolo del golpe sta scemando, il referendum si farà

“El País”: come ti nascondo il golpe in Honduras

Colpo di Stato in Honduras: il Presidente Manuel Zelaya, con al fianco i movimenti sociali, resiste


Giornalismo partecipativo

martedì 16 giugno 2009

NOI DI RONDE NON NE VOGLIAMO NEMMENO UNA




Posizione del Centro delle Culture sulle "ronde nere"



A Milano c'è stata la presentazione ufficiale delle cosiddette "ronde nere", un gruppo che si autodefinisce "Guardia Nazionale italiana" e che vorrebbe collaborare con le forze dell'ordine in tema di sicurezza.
Non sappiamo se le istituzioni saranno in grado fermare questo delirio, ma bisogna considerare la possibilità che a breve potremmo incontrare sulla nostra strada e nei nostri quartieri gruppetti di esaltati vestiti da gerarchi nazi-fascisti, che pretendono di vegliare sulla nostra sicurezza.

Siamo sicuri che la cosa non ci riguarda?

Chi si sente protetto dal "branco" legalizzato che potrà fare e disfare quello che vuole nella notte, con o senza testimoni? Avremo paura anche di denunciare le loro malefatte...

Chi si sente davvero sicuro a camminare vicino a certi signori che obbediscono alle regole di uno stato che invece di utilizzare i soldi per una reale integrazione, vantaggiosa per tutti, li utilizza per l'incarceramento e l'espulsione, e di conseguenza per l'uccisione senza scrupoli?

Chi crede alla sicurezza portata da gente che parla di difendere il sangue italiano quando questo sangue non è mai esistito, visto che l'Italia è sempre stato un crogiolo di culture e ora più che mai la mescolanza di genti è un fenomeno inarrestabile?

Questi sono discorsi antistorici e antievolutivi!

Noi abbiamo bisogno di altro:
abbiamo bisogno di futuro
abbiamo bisogno di solidarietà
abbiamo bisogno della sicurezza che nasce dalla fiducia, che si crea stando nelle piazze, incontrandosi con le persone, andando in giro aperti verso la diversità, e della sicurezza che nasce dalla garanzia di vivere una vita degna.

La nostra risposta a questa paura è la nonviolenza attiva. La storia è fatta di una miriade di esempi nonviolenti ma il pericolo che si creda che l'uomo non è violento per natura, ma è un essere intenzionale che può scegliere la direzione da prendere è troppo grande. La creatività, la speranza, la forza delle persone che davvero desideravano un cambiamento hanno portato ad atti sorprendenti nei momenti di crisi, di buio, di totale sfiducia.

Svegliamoci da questo torpore: abbiamo bisogno di vitalità, non di eserciti né di paraeserciti, abbiamo bisogno di vita!

Invitiamo inoltre a firmare la petizione online:
http://firmiamo.it/noallaguardianazionaleitaliana

Centro delle Culture

lunedì 15 giugno 2009

Dove si trova il testo della legge di cui parlano...

qui di seguito c'è un articolo in cui si dice nuovamente che non è vero che ci sia il pericolo di essere oscurati....in internet
vogliamo il testo della legge in cui risulta che non esiste più questo emendamento cioè quello che devono seguire anche loro....
grazie


"Da giorni e settimane veniamo spammati dal falso allarme del “bavaglio” a internet che proverrebbe dall’approvazione dello “emendamento D’Alia” nell’ambito del decreto sicurezza. Qui si è invano tentato, già parecchi giorni fa, di dire che si tratta di un errore. Perché l’emendamento D’Alia, che prevedeva gravi sanzioni per una serie di comportamenti di rete, era stato sì approvato al Senato, ma in seguito cancellato da un voto “bipartisan” alla Camera. Come confermato direttamente all’autore di questo blog da deputati dei due principali gruppi parlamentari.
Leggi l'articolo qui:
http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/06/10/i-bavagli-veri-passano-mentre-la-rete-si-gingilla-con-la-falsa-notizia-del-dalia-approvato/

giovedì 11 giugno 2009

Giovedì 11 giugno

alle ore 21,30
il Centro Documentazione Carlo Giuliani
c/o Casa del popolo di Settignano
Via San Romano, 1
invita a un incontro con
Christian De Vito
per parlare insieme del suo libro
"Camosci e girachiavi. Storia del carcere in Italia 1943-2007"


Vorremmo discutere della "questione carcere" vista come parte della "questione sociale".
Pensiamo che sia importante farlo, specialmente in un momento come questo, particolarmente dominato dalla retorica e dalla prassi securitaria.
Pensiamo che non si debba restare indifferenti di fronte all'approvazione del reazionario "pacchetto sicurezza" che prevede gravi provvedimenti tra i quali il prolungamento della durata massima dell'internamento nei Cie fino a sei mesi, la legalizzazione delle ronde, l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, ecc., e che intensifica la reazione, aumenta l'emarginazione e alimenta il razzismo.
Parlare del libro scritto da Christian potrebbe anche essere un'occasione per cercare un modo di reagire insieme.

Vi aspettiamo.

Sosteniamo la giornalista di Report

Milena Gabanelli famosa giornalista di inchiesta e conduttrice da diversi anni del programma Report in onda su Rai Tre, da alcuni mesi e' oggetto di accertamenti disciplinari da parte del comitato etico della Rai, sollecitato probabilmente da personaggi che non gradiscono l'attività informativa portata avanti da lei insieme a tutto lo staff di Report.

Qui sotto si può inviare una mail allo staff di report:
http://www.informarmy.com/2009/05/difendiamo-milena-gabanelli.html

e qui sostenere su facebook
http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=86098514241&ref=nf

articoli sul tema
http://www.giornalismoblog.it/blog/2009/06/08/report-tremonti-contro-la-gabanelli-doppio-esposto-a-agcom-e-commissione-di-vigilanza/



mercoledì 10 giugno 2009

Presidio a Milano : IO NON RESPINGO!

ciao oggi mercoledì 10/06 alle 18.00 sotto la sede del consolato libico in piazza Diaz angolo via Baracchini, a Milano si terrà il presidio "Io non respingo" di seguito il testo del volantino con i firmatari.
Partecipiamo numerosi!!!
ciao Lilli

Dal 10 al 12 giugno prossimi sarà in visita ufficiale in Italia il presidente libico Muhamad Gheddafi. La visita giunge a coronamento di un periodo segnato da un ricorso sistematico da parte del governo italiano alla cosiddetta politica dei respingimenti ovvero al dirottamento verso le coste della Libia delle navi che trasportano migranti e richiedenti asilo. Questa politica è legata agli accordi in materia di immigrazione siglati dal nostro paese con il governo di Tripoli che – dietro adeguate contropartite economiche - prevedono la cooperazione tra i due paesi nel contrasto al fenomeno migratorio. Accordi siglati nonostante sulla Libia pesino come macigni denunce di violazione sistematica dei diritti umani da parte dell’ONU e di riconosciuti organismi non governativi internazionali come Amnesty International e Human Rights Watch. .Secondo l’osservatorio indipendente Fortress Europe attualmente esistono in Libia ben 21 centri di detenzione per migranti e richiedenti asilo in cui si fa ricorso costante a trattamenti disumani e tortura. Con la politica dei respingimenti l’Italia ha scelto deliberatamente di inviare decine di migliaia di persone verso la Libia dove- grazie alle clausole dell’accordo che prevedono la non ingerenza reciproca negli affari interni- potranno essere incarcerati e sottoposti ad ogni forma di trattamento degradante e disumano.
Di fronte a tutto questo denunciamo con forza la complicità e le responsabilità del governo italiano nelle stesse violazioni dei diritti umani che avvengono sul territorio libico e chiediamo di porre immediatamente fine alla politica dei respingimenti e di rivedere gli accordi di cooperazione con la Libia, mettendo come precondizione imprescindibile per ogni trattato bilaterale il rispetto completo dei diritti umani.
Per queste ragioni aderiamo alla grande campagna nazionale “Io non respingo” lanciata dall’osservatorio Fortress Europe e invitiamo tutti i cittadini a partecipare ad un

PRESIDIO

sotto la sede del Consolato libico in piazza Diaz angolo via Baracchini a Milano

Mercoledì 10 giugno 2009 ore 18

NOI NON RESPINGIAMO!

per adesioni: io.non.respingo@gmail.com

prime adesioni:

Milano Città Aperta, Centro delle Culture Milano, Associazione Ci Siamo Anche Noi (Pavia), Dimensioni Diverse, Centro Culturale Multietnico La Tenda, Le radici e le ali ONLUS, Partito Umanista - Milano, Coordinamento nord sud del mondo - Milano, Rifondazione Comunista - Federazione di Milano, Aria Civile - Milano, Todo Cambia, Psicologi per i Popoli nel Mondo,
Servizio civile internazionale - Gruppo Lombardia, Sinistra Critica – Milano, Collettivo Vagabondi di Pace, Arci Milano.

adesioni individuali:
Giorgia Morera, Alessandro Rizzo, Rino Sanna.

martedì 9 giugno 2009

Firma la Petizione per Alberto Marani - Il buon insegnamento dà e non toglie libertà allo studente

Per la Scuola della Repubblica”

Tel. 06 3337437 –– telefax 06 3723742

e-mail scuolarep@tin.it

sito www.scuolaecostituzione.it

L’Associazione nazionale “Per la scuola della Repubblica”, il Comitato nazionale Scuola e Costituzione e il Comitato bolognese Scuola e Costituzione esprimono la propria solidarietà ad Alberto Marani, docente del Liceo Righi di Cesena, sospeso dall’insegnamento per due mesi per aver osato scoperchiare il velo di ipocrisia dietro il quale si nasconde l’amministrazione scolastica verso l’insegnamento della religione cattolica.

Per ben tre volte la Corte Costituzionale ha chiarito con le sue sentenze n. 203/89, 13/91, 290/92 che il principio di laicità dello Stato e la libertà di religione e dalla religione impongono alla scuola di Stato di garantire agli studenti il diritto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica e di richiedere o lo svolgimento di attività didattiche formative o l’uscita dalla scuola.

Da allora nulla è stato fatto per garantire tale diritto a chi non sceglie l’IRC.

Nella maggioranza delle scuole superiori non viene prevista alcuna attività per chi non si avvale, nelle scuole medie ed elementari in molti casi i bambini non avvalentisi vengono smistati in altre classi in concomitanza con l’ora di religione cattolica.

L’Ufficio scolastico provinciale di Cesena con la copertura dell’Ufficio regionale ha proposto la sospensione per 6 mesi al docente che ha “osato” proporre un questionario sul tema, dal quale si deduceva la richiesta della grande maggioranza degli studenti per attività inerenti i “diritti umani” o la “storia delle religioni”.

Invece di sottoporre ad ispezione il Dirigente del Liceo che non adempie ai propri doveri, previsti ogni anno dalla circolare sulle iscrizioni, di organizzare attività per chi non si avvale, l’U.S.R. E.R. sospende per due mesi dallo stipendio un docente perché “E’ illegittimo che un docente proponga ai propri studenti ‘questionari’ relativi a materie diverse dalla propria (quali che esse siano) e senza preventiva autorizzazione degli Organi competenti’’.

Invitiamo gli studenti e i genitori non avvalentisi del liceo Righi di Cesena ad investire della difesa dei loro diritti la magistratura.

Le nostre associazioni, che hanno nel loro Statuto la tutela di chi non si avvale dell’IRC, dichiarano il loro impegno a tutelare i loro diritti calpestati da chi confonde l’esercizio della propria responsabilità con l’arbitrio di parte.

Invitiamo chi ha a cuore la laicità della nostra scuola a firmare l’appello per Alberto Marani che si trova in prima pagina del nostro sito Petizione per Alberto Marani




giovedì 4 giugno 2009

La candidata alla Provincia delle liste civiche Perunaltraprovincia

Prima di tutto vennero a prendere gli immigrati e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere i senzatetto ed io non dissi niente perchè avevo una casa.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Il bombardamento dell'informazione, il frastuono dei vari tipi d'inquinamento, la confusione, l'isolamento, ci spingono sempre più verso una "anestesia difensiva" che ci impedisce di comunicare con noi stessi e con gli altri, ci fa sopportare situazioni orribili e ci impedisce di trovare risposte che aprano il futuro nostro e di chi ci circonda. Il prossimo sono io! nasce con la foto petizione, ma altre attività si agiteranno a futuro, tutte volte a stimolare la necessità di identificazione nella situazione che si vive l'altro. L'obiettivo dell'identificazione è comprendere e poter prendere una posizione coerente di fronte alle situazioni personali e sociali che oggi ci troviamo a dover affrontare, come individui e come popoli.


Il Prossimo sono io dà stimolo a tutte le Nuove Azioni che aprono il futuro dell'umanità intera:
è possibile stare bene tutti!
è possibile trovarsi d'accordo anche se siamo in tanti e molto diversi!
la diversità è ricchezza! ecc....