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martedì 30 dicembre 2008

Collegamento con la Striscia di Gaza


ore 18.05, 29 Dicembre, Marna house, Gaza city.


Angeli a pezzi

Nell'aria acre odore di zolfo, nel cielo lampi intermezzano fragorosi boati.
Ormai le mie orecchie sono sorde dalle esplosioni e i miei occhi aridi di lacrime dinnanzi ai cadaveri.

Mi trovo dinnanzi all'ospedale di Al Shifa, il principale di Gaza, ed è appena giunta la terribile minaccia che Israele avrebbe deciso di bombardare la nuova ala in costruzione.
Non sarebbe una novità, ieri è stato bombardato l'ospedale Wea'm.
Insieme ad un deposito di medicinali a Rafah, l'università islamica (distrutta), e diverse
moschee sparse per tutta la striscia. Oltre a decine di installazioni CIVILI.


Pare che non trovando più obbiettivi "sensibili", l'aviazione e la marina militare si diletti nel bersagliare luoghi sacri, scuole e ospedali.

E' un 11 settembre ad ogni ora, ogni minuto, da queste parti, e il domani è sempre una nuovo giorno di lutto, sempre uguale.
Si avvertono gli elicotteri e gli aerei costantemente in volo, quando vedi il lampo, sei già spacciato,
è troppo tardi per mettersi in salvo.

Non ci sono bunker antibombe in tutta la Striscia, nessun posto è al sicuro.

Non riesco a contattare più amici a Rafah, neanche quelli che abitano a Nord di Gaza city,
spero perchè le linee sono intasate.

Ci spero.
Sono 60 ore che non chiudo occhio, come me, tutti i gazawi.

Ieri io e altri 3 compagni dell'ISM abbiamo trascorso tutts la nottata all'ospedale di
al Awda del campo profughi di Jabalia. Ci siamo andati perchè temevamo la tanto
paventata incursione di terra che poi non si è verificata.
Ma i carri armati israeliani stazionano pronti lungo il confine tutto il confine della Striscia, il loro cingoli affamati di corpi pare si metteranno in funerea marcia questa di notte.

Verso le 23:30 una bomba è precipitata a circa 800 metri dall''ospedale, l'onda d'urto a mandato in frammenti diversi vetri delle finestre, ferendo i feriti.
Un' ambulanza si è recata sul posto, hanno tirato giù una moschea, fortunatamente vuota a quell'ora.
Sfortunatamente, anche se non di sfortuna ma di volontà criminale e terroristica di compiere stragi di civili, la bomba israeliana ha distrutto anche l'edificio adiacente alla moschea, distruggendolo.

Abbiamo visto tirare fuori dalle macerie i corpicini di sei sorelline.
5 sono morte, una è gravissima.

Hanno adagiati le bambine sull'asfalto cabonizzato, e sembravano bamboline rotte, buttate via perché inservibili.
Non è un errore, è volontario cinico orrore.

angeli
Siamo a quota 320 morti, più di un migliaio i feriti, secondo un dottore di Shifa il 60% è destinato a morire nelle prossime ore, nei prossimi giorni dopo una lunga agonia.

Decine sono i dispersi, negli ospedali donne disperate cercano i mariti, i figli, da due giorni, spesso invano.
E' uno spettacolo macabro all'obitorio.
Un infermiere mi ha detto che una donna palestinese dopo ore di ricerca fra i pezzi di cadaveri all'obitorio, ha riconosciuto suo marito da una mano amputata.
Tutto quello che di suo marito è rimasto, e la fede ancora al dito dell'amore eterno che si erano ripromessi.

Di una casa abitata da due famiglie, è rimasto ben poco dei corpi umani.
Ai parenti hanno mostrato un mezzo busto, e tre gambe.

Proprio in questo momento una delle nostre barche del Free Gaza Movement sta lasciando il porto di Larnaca in Cipro. Ho parlato coi miei amici a bordo. Eroici, hanno ammassato medicinali un pò in ogni dove sull'imbarcazione.
Dovrebbe approdare al porto di Gaza domani verso le 0800 am.

Sempre che il porto esista ancora dopo quest'altra notte di costanti bombardamenti.
Staro in contatto con loro tutta questa notte.

Qualcuno fermi questo incubo.
Rimanere in silenzio significa supportare il genocidio in corso.

Urlate la vostra indignazione, in ogni capitale del mondo "civile", in ogni città, in ogni piazza,
sovrastate le nostre urla di dolore e terrore.

C'è una parte di umanità che sta morendo in pietoso ascolto.

Vik in Gaza

Vittorio
Arrigoni

1 commento:

Gaspare ha detto...

Salve,
vorrei proporre una lettura “particolare” in questi giorni scossi dai tragici eventi di gaza: una poesia dedicata ai bambini di Gaza, precisando che:

1- questa non è una vera e propria poesia bensì un “appello-denuncia” che s’inserisce in un contesto d’attualità ben preciso: i tragici eventi di Gaza di questi giorni: un omaggio “a tutti” i bambini che vivono sulla loro pelle l’“orrore” della guerra (qualsiasi essa sia), con l’auspicio (la speranza) che il linguaggio delle parole si faccia -almeno per una volta- più forte ed assordante di quello delle armi…
2- il riferimento alle vittime civili della guerra condotta da Israele (bambini ma anche donne ed uomini inermi) non vuole discriminare le vittime delle guerre in base alla religione, nazionalità o colore della pelle: ogni vita ha un valore inestimabile, in qualsiasi parte del mondo sia persa!

Denunciare ("in primis" ed in queste ore) il massacro di civili palestinesi è però doveroso, naturale, umano e non tacciabile di parzialità o, tantomeno, simpatie “pro-Hamas”: sta semplicemente “nei fatti” , nel trite elenco di vittime (continuamente aggiornato) che, allo stato attuale, conta 6 vittime israeliane e più di 1000 palestinesi nelle ultime settimane, di cui più di 300 bambini!!!
Quella a cui stiamo assistendo è una guerra “anomala ed impari”, che vede contrapposti:
- uno Stato (Israele) che dispone di uno dei più forti eserciti del mondo (il più forte del Medioriente), di armi nucleari e che da più di 60 anni viola apertamente il diritto internazionale con l’avallo degli Stati Uniti (più risoluzioni delle Nazioni Unite che dispongono il ritiro dai territori occupati sono smentite dalla continua costruzione di nuovi insediamenti israeliani in territorio palestinese)
- ed un Popolo senza Stato (ed alcuna Autorità riconosciuta che possa mantenere un ordine), senza diritti e costretto a vivere in una condizione di prigionia ed abbandono in un territorio risicato.
La situazione attuale -questa è la mia denuncia- è causa “sia di Hamas che di Israele”, che sembra far di tutto per allontanare ogni prospettiva di pace.
Fino a quando questa “anomalia” non sarà superata, sarà molto difficile che ci sarà spazio per i moderati palestinesi (che pur sono tanti) di far sentire la loro voce, nella testa e nel cuore del loro Popolo…
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GLI ANGELI DI GAZA:

Piccole stelle
esplodono con un sorriso in viso
negli occhi pien di vita dei bambini
di una piccola stretta terra,
imbrattando le strade della loro ingenuità,
attingendo dalla tavolozza colorata dei loro pensieri
un arcobaleno di sogni…

( PROSEGUE SU…: http://spaziolibero.blogattivo.com)

Prima di tutto vennero a prendere gli immigrati e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere i senzatetto ed io non dissi niente perchè avevo una casa.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Il bombardamento dell'informazione, il frastuono dei vari tipi d'inquinamento, la confusione, l'isolamento, ci spingono sempre più verso una "anestesia difensiva" che ci impedisce di comunicare con noi stessi e con gli altri, ci fa sopportare situazioni orribili e ci impedisce di trovare risposte che aprano il futuro nostro e di chi ci circonda. Il prossimo sono io! nasce con la foto petizione, ma altre attività si agiteranno a futuro, tutte volte a stimolare la necessità di identificazione nella situazione che si vive l'altro. L'obiettivo dell'identificazione è comprendere e poter prendere una posizione coerente di fronte alle situazioni personali e sociali che oggi ci troviamo a dover affrontare, come individui e come popoli.


Il Prossimo sono io dà stimolo a tutte le Nuove Azioni che aprono il futuro dell'umanità intera:
è possibile stare bene tutti!
è possibile trovarsi d'accordo anche se siamo in tanti e molto diversi!
la diversità è ricchezza! ecc....